Meloni: sul tema dell’immigrazione non cederemo alla resa con l’Europa
A Lampedusa sono giunte 40 persone migranti. La Capitaneria di porto, con la motovedetta Cp303, si è mobilitata per i soccorsi. Il barchino era partito da Sfax, in Turchia, alle 19 di mercoledì 29 marzo.
Si tratta del primo sbarco dopo quattro giorni di maltempo che hanno impedito ai migranti di mettersi in mare. Nel gruppo arrivato a Lampedusa sono presenti anche 16 donne e due minori. I 40 migranti sono stati all’hotspot dove gli ospiti presenti sono 421.
Nel frattempo, all’alba delle elezioni in Friuli Venezia Giulia, la premier Giorgia Meloni ha rilasciato un’intervista a Il Piccolo di Trieste sul tema. La presidente si è detta non intenzionata a “cedere all’ideologia della resa che ci aveva reso succubi in Europa sui migranti, un tema cruciale per il futuro della nazione“.
«Il nostro approccio al problema dell’immigrazione illegale è chiaro – ha detto. – Gli ingressi clandestini in Italia sono un danno prima di tutto per chi cerca un nuovo inizio nella nostra nazione, rispettando la legge. Questa per me è la condizione essenziale, tutto il resto è una conseguenza. Anche il Friuli Venezia Giulia deve poter contare su frontiere sicure, immigrazione regolata e gestita secondo i bisogni dei territori, delle popolazioni, delle imprese. Il nostro negoziato con l’Unione europea è all’inizio e sta già dando i suoi frutti, sono stati fatti passi avanti impensabili, ho fiducia».
È poi intervenuta sul tema dell’emergenza: «abbiamo aiutato le famiglie e le imprese italiane a superare la fase più acuta dell’emergenza. L’Italia ha continuato a crescere, nonostante lo scenario difficilissimo, il più complesso dal dopoguerra, con un conflitto nel cuore dell’Europa, una politica monetaria restrittiva delle banche centrali, un’inflazione che cala troppo lentamente e una serie di ‘sorprese’ che abbiamo trovato al nostro arrivo a Palazzo Chigi. Non ci lamentiamo, ci rimbocchiamo le maniche, lavoriamo per gli italiani che ci hanno conferito il mandato con un voto chiaro. L’Italia in questo momento è una nazione che è un esempio di stabilità», ha aggiunto.
32 sopravvissuti al naufragio di Cutro hanno ottenuto il ricollocamento in Germania con la richiesta di protezione internazionale. Si tratta di 28 afgani, due siriani, un iracheno e un somalo, di cui solo due donne e un bambino di 11 anni.
Il procedimento di richiesta di protezione internazionale è stato in questo caso accelerato rispetto ai tre mesi solitamente necessari. I migranti sono diretti ad un centro di accoglienza ad Amburgo dove, dopo aver sbrigato le ultime pratiche, potranno poi ricongiungersi con le rispettive famiglie.
di: Flavia DELL’ERTOLE
aggiornamenti di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/Concetta Rizzo