L’avvocata e tesoriera dei Radicali Italiani Crivellini ha invitato i primi cittadini a registrare tutti i bambini, non solo quelli nati da una famiglia di due donne con atto di nascita estero
Continua il dibattito sulla trascrizione all’anagrafe dei figli delle coppie omogenitoriali, dopo la condanna dell’Ue allo stop deciso dal governo.
Nei gironi scorsi 7 sindaci di altrettanti Comuni italiani hanno chiesto un incontro con l’esecutivo, rifiutato, però, dalla ministra della Famiglia e delle Pari opportunità Eugenia Maria Roccella.
«È una notizia importante quella dei sindaci di Roma, Torino, Milano, Napoli, Bari, Firenze e Bologna che hanno chiesto un incontro urgente con il governo e dichiarato di voler proseguire la trascrizione degli atti di nascita dei bambini nati da famiglie omogenitoriali – ha scritto in una nota Giulia Crivellini, avvocata e tesoriera dei Radicali italiani – Ma su questo chiediamo di fare molta attenzione e non cadere nel tranello del governo che vuole creare discriminazioni su discriminazioni».
«Come anche richiesto oggi da Famiglie Arcobaleno i sindaci devono infatti combattere per poter trascrivere tutti i bambini, non solo quelli nati da una famiglia composta da due donne con atto di nascita estero – ha proseguito Crivellini – I sindaci non abbiano paura di andare fino in fondo: molti sono al loro fianco e soprattutto lo è il diritto dell’unione europea. Proprio oggi il Parlamento europeo, con l’approvazione di un emendamento, ha condannato le istruzioni date dal governo italiano alla municipalità di Milano di sospendere le registrazioni. Da parte nostra come Radicali, insieme a +Europa, abbiamo recentemente presentato un testo di mozione da presentare nei Consigli comunali che mira a convogliare più forze possibili affinché si agisca a livello parlamentare e perché i sindaci si sentano sostenuti nella loro battaglia per trascrivere tutti, e sottolineiamo tutti, i figli delle famiglie arcobaleno, nessuno escluso».
Intervenendo alla Rai, anche il sindaco di Bari nonché presidente dell’Anci Antonio Decaro ribadisce la sua posizione: «Il tema delle trascrizioni è un tema dei diritti dei bambini – afferma. – Io le ho sempre fatte le trascrizioni. Perché a me non interessa dove è nato il bambino, come è nato. Se risiede nella mia città mi interessa come vive quel bambino, che deve avere gli stessi diritti degli altri bambini. Quindi la trascrizione di coppie omogenitoriali permette a quel bambino di avere gli stessi diritti».
Decaro rilancia la disobbedienza civile: «se sarà necessario disobbedire procederemo con le trascrizioni».
di: Francesca LASI
aggiornamento di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/CESARE ABBATE