I kit composti da bottoni per far parlare gli animali partono da un costo di 30 dollari fino ad arrivare a 230
Ci sono dei cani, chiamati Botton dog, che possono parlare toccando pulsanti con parole preregistrate.
Questi sono conosciuti come “cani pulsante” per la loro attitudine a comunicare “premendo pulsanti identificabili da immagini, simboli o una posizione corrispondente a parole specifiche”, scrive il Washington Post, che comunica come esistano e si possano acquistare tavole armoniche costituite da pulsanti.
Si parte da circa 30 dollari, per un kit da “principianti” fino ad arrivare a 230 dollari per un set completo per cani che “possono parlare” o vogliono farlo.
I video di questi cani pulsante sono diventati virali sui social media. Uno degli hashtag utilizzati con video dal titolo #dogbuttons ha fatto registrare ben 102,8 milioni di visualizzazioni su TikTok nel giro di pochissimi giorni. La discussione non tralascia però gli stessi animali su cui alcuni esperti discutono e si pongono domande: cosa stanno realmente dicendo? le parole significano la stessa cosa che per noi?
Sarah-Elisabeth Byosiere, direttrice del Thinking Dog Center presso l’Hunter College, ritiene che «i nostri cani ci abbiano parlato per tutto questo tempo, ma noi non abbiamo semplicemente ascoltato. I brevi video che vedo online sembrano indicare che i cani siano in grado di formare associazioni tra la pressione di un pulsante e un risultato, ma è davvero difficile dire se sta accadendo qualcosa in più», dice.
Una ricerca in fase di realizzazione presso l’Università di San Diego in California sta provando a trovare un nesso tra i pulsanti e ciò che i cani vogliono comunicare in modo significativo.
Il principale responsabile del lavoro, Federico Rossano, ha condotto la ricerca in collaborazione con FluentPet, un’azienda che crea e vende pulsanti e tavole armoniche. La società sta condividendo i dati con il laboratorio di Rossano e l’Università di San Diego, ma non sta finanziando lo studio, stando a quanto assicurato.
«Non stiamo pagando per i dati e loro non ci pagano per analizzarli – ha detto il capo della ricerca. – Il mio laboratorio raccoglie informazioni aggiuntive ed esegue anche esperimenti comportamentali, completamente indipendenti da FluentPet».
di: Alice GEMMA
FOTO: PIXABAY