renzi calenda

Frecciate sui social tra i due leader del Terzo Polo sembrano far vacillare l’idea del partito unico

Il titolo del film del 1974 diretto da Ettore Scola C’eravamo tanto amati sembra calzare a pennello con la situazione in casa Terzo Polo.

Da una parte il leader di Azione, Calenda che scrive su Twitter: «per Azione la prospettiva di un partito dei liberal-democratici aperto e inclusivo resta l’unica utile al Paese. Va perseguita seriamente e rapidamente con i soggetti realmente interessati. Polemiche da cortile non ci interessano e non vi prenderemo parte».

Dall’altra Italia Viva: «abbiamo assecondato tutte le richieste di Calenda, se però ora ha cambiato idea lo dica ma chi fa saltare il partito unico si assumerà la responsabilità» e la notizia che il leader Renzi ha convocato una riunione con parlamentari e consiglieri regionali al Senato. Italia Viva aggiunge: «dopo l’ennesimo attacco di Calenda e Richetti, Renzi ha chiesto ai suoi di non fare polemica: abbiamo accettato tutte le richieste di Azione. Tesseramento, tempi del congresso, mio passo indietro, nome di Calenda sul simbolo, soldi. Adesso andiamo avanti e si faccia il partito unico e il congresso».

Attacchi e smentite si susseguono per tutta la giornata: Calenda in serata smentisce ad alcune fonti di AdnKronos le voci di una rottura imminente, definite “ca**ate in libertà“. Il nodo politico, ad ogni modo, resta: «Renzi – proseguono le fonti – non sembra interessato a sciogliere Iv né a impegnarsi economicamente per il nuovo partito».

Sempre in serata è direttamente Renzi a rispondere, in una riunione con i parlamentari e i dirigenti di Italia Viva: «Non c’è nessun cambio di linea da pare nostra, anzi – assicura. – Abbiamo accettato di tutto, il passo indietro mio, il partito unico, la polemica sui simboli alle regionali. Non so cosa altro poter accettare, abbiamo accettato persino che per il congresso valesse anche per il tesseramento unico che è complicato da gestire. Non possiamo accettare altro».

Il riferimento è a quanto dichiarato dal capogruppo di AzioneItalia Viva alla Camera, Richetti appunto, che ha dichiarato: «Lupi dice che stiamo andando in frantumi, ma le elezioni politiche ci sono state qualche mese e, all’esordio con la guida di Carlo Calenda, il Terzo Polo è arrivato all’8%. Adesso sta a noi costruire un progetto politico largo, plurale, generoso, coraggioso. Noi una leadership l’abbiamo messa in campo. L’abbiamo scritta anche nel simbolo e la sosteniamo con ancora più forza. È giusto che quando si fanno i partiti, i partiti siano aperti, contendibili. Chi vuole sfidare Carlo Calenda lo sfiderà. Che Matteo Renzi faccia il direttore del Riformista è una notizia per i lettori del Riformista, non per gli elettori del Terzo Polo». In merito alle domande intorno al conflitto d’interessi di Renzi, esposto anche da Calenda, Richetti ha dichiarato: «uno deve decidere se nella vita fa politica o informazione. Quando telefona Renzi mi parla del partito o mi intervista per il Riformista? Il Terzo Polo è forte se è un progetto chiaro per tutti: per Azione, Italia Viva, i liberali, i cattolici, i repubblicani. Noi stiamo facendo questa cosa e sono fiducioso».

In una nota dei portavoce nazionali di IV, Alessia Cappello e Ciro Buonajuto, si legge: «non c’è nessun tatticismo di Italia Viva. Abbiamo deciso di fare un congresso democratico in cui ci si confronti a viso aperto e non con le veline anonime. Ci sono le date già fissate, ci sono le regole decise da Calenda comprese quelle sul tesseramento, ci sono i gruppi di lavoro con i nomi già decisi, c’è il comitato politico. Noi siamo pronti al congresso che Calenda ha chiesto di fare. E ci mettiamo nome e cognome. C’è qualcuno che cambia idea una volta al giorno, ma quel qualcuno non siamo noi. Quanto a Renzi: gli è stato chiesto di fare un passo indietro, lo ha fatto. Adesso possiamo fare il congresso democratico anziché inviare veline anonime?».

Maria Elena Boschi ha invece dichiarato: «leggo polemiche dentro il TerzoPolo e mi dispiace. Abbiamo scelto di fare un partito unico e abbiamo già definito le date. Noi non cambiamo idea e lavoriamo in questa direzione».

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/ETTORE FERRARI