Si riaccende la contesa nel territorio di frontiera del Nagorno-Karabakh
Le tensioni nel Caucaso meridionali tornano a mietere vittime: nella contesa regione del Nagorno-Karabakh c’è stato uno scontro a fuoco fra le truppe di frontiera di Armenia e Azerbaigian. Al momento si contano 7 morti, sommando le quattro perdite dichiarate da Yerevan e le tre annunciate da Baku. Entrambi i Paesi si accusano a vicenda per gli scontri.
La comunità internazionale riconosce il controllo azero sulla regione del Nagorno-Karabakh, anche qui risiede una popolazione di etnia prevalentemente armena. Il conflitto ribolle da almeno 35 anni ma negli ultimi mesi le tensioni sono sempre crescenti, anche a causa del blocco della strada di frontiera, l’unica che collega l’Armenia con la regione.
L’ultimo picco di violenza è stato registrato nel 2020 quando sono morte circa 6.500 persone negli scontri fra i due eserciti rivali; a novembre di quell’anno Armenia e Azerbaigian avevano siglato un cessate il fuoco, complice la mediazione russa che si è insediata nella zona con duemila soldati, con lo scopo ufficiale di far rispettare gli accordi.
Gli scontri sono poi ripresi nel settembre del 2022, quando è scoccata di nuovo una scintilla (di cui entrambi gli Stati accusano il rivale), con la morte di 280 persone.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON