Il segretario generale dell’Onu ha chiesto una tregua per la fine del Ramadan e per permettere ai civili di fuggire

Continuano gli scontri in Sudan anche durante la celebrazione per la fine del Ramadam. Nelle prime ore di oggi, 21 aprile, sono stati uditi esplosioni e colpi di arma da fuoco a Khartoum. Testimoni parlano di raid aerei. Il sindacato dei medici ha spiegato che “nella notte diversi quartieri di Khartoum sono stati bombardati e sono tuttora oggetto di bombardamenti e scontri tra l’esercito e le Forze di supporto rapido“.

Una fonte qualificata al corrente sull’andamento del conflitto ha spiegato che il nuovo “cessate il fuoco proposto dai paramilitari a partire dalle sei” di stamattina è stato “respinto da militari” che hanno “colonne” di uomini “in movimento in varie parti della capitale per sloggiare paramilitari“.

Secondo quanto riporta Cnn, citando fonti diplomatiche, ad aver fornito missili alle Forze di supporto rapido sarebbe stato il gruppo di mercenari russi Wagner. Secondo quanto raccontano le fonti diplomatiche i missili terra-aria hanno rafforzato i combattenti paramilitari. A sostegno della tesi ci sarebbero le immagini satellitari che mostrano un aumento dell’attività nelle basi Wagner in una zona a confine con la Libia dove a controllare l’area è un generale sostenuto da Wagner, Khalifa Haftar.

Dai dati riferito dalla portavoce dell’Oms Margaret Harris emerge che le vittime degli scontri sono 413, mentre 3.551 sono le persone rimaste ferite. L’Unicef ha denunciato anche almeno la presenza di 9 bambini rimasti uccisi e oltre 50 bimbi feriti.

Tra le vittime c’è un altro cittadino americano, oltre a un operatore umanitario dell’Oim, l’organizzazione internazionale per le migrazioni. Lo riferisce da Ginevra la stessa agenzia dell’Onu in un comunicato, in cui si specifica che “il veicolo su cui viaggiava con la sua famiglia è stato colpito in uno scambio di colpi di arma da fuoco fra le due parti belligeranti a El Obeid, capoluogo del Kordofan settentrionale”. L’uomo è la quarta vittima tra gli operatori Onu, insieme ai tre morti nel nord del Darfur (fonte Rainews).

Ue pianifica evacuazione dei cittadini

L’Unione europea sta pianificando l’evacuazione dei suoi cittadini da Khartoum, non appena la situazione della sicurezza lo consentirà.

«Stiamo provando a coordinare un’operazione per evacuare i nostri civili dalla città, la cui situazione è ora ad alto rischio. Stiamo lavorando a differenti opzioni per evacuare le persone – ha dichiarato un funzionario dell’Ue – Al momento, la valutazione di coloro che operano sul campo, tra cui l’ambasciata Ue, è che non ci sono le condizioni di sicurezza per procedere con un’operazione di questo tipo».

L’appello di Guterres

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres ha lanciato un appello per tre giorni di cessate il fuoco per la festa musulmana di Eid al-Fitr, che segna la fine del mese sacro del Ramadan, e per permettere ai civili di fuggire. Lo ha dichiarato ai giornalisti al Palazzo di Vetro.

«I combattimenti in Sudan devono fermarsi immediatamente – ha dichiarato Guterres dopo l’incontro virtuale convocato dall’Unione Africana – c’è stato un forte consenso sulla condanna dei combattimenti in corso in Sudan e sulla richiesta di una cessazione delle ostilità». Il segretario delle Nazioni Unite ha, poi, aggiunto che “tutti devono essere uniti per mettere pressione affinché il cessate il fuoco possa effettivamente avvenire”.

Marines americani in Sudan

Il Pentagono ha riferito di aver inviato un nuovo contingente militare a protezione dell’ambasciata a Usa dopo le violenze degli ultimi giorni. I Marines americani hanno il compito di preparare l’evacuazione del personale dell’ambasciata.

Il generale Abdel Fattah al-Burhan, capo dell’esercito in Sudan, ha dichiarato ad Al Jazeera che non ci saranno “più discussioni politiche” con i paramilitari delle Forze di supporto rapido (Rsf). Nel suo primo intervento dall’inizio degli scontri il generale Burhan ha esortato Mohamed Hamdane Dagalo, a capo delle Rsf, a smettere di “voler controllare il Paese”, e che “sarà schiacciato militarmente”.

di: Francesca LASI

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/EPA/STRINGER