A riferirlo in una nota sono le 15 ambasciate
Nel corso dei combattimenti in Sudan sono rimasti uccisi oltre 270 civili da sabato 15 aprile.
A comunicarlo sono state le ambasciate occidentali a Khartoum, dicendo che si tratta di “una valutazione provvisoria” visti gli accessi interrotti alla capitale. La città è rimasta senza elettricità e gli ospedali sono stati devastati. Nella nota delle 15 ambasciate, tra cui Usa, Ue e Norvegia, si legge che “i combattenti devono cessare le ostilità immediatamente e incondizionatamente dopo cinque giorni di attacchi contro civili, diplomatici e operatori umanitari”.
I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità sono ancora più drammatici, si parla infatti di “330 morti e 3.200 feriti“, il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus su Twitter ha scritto che la “pace è l’unica soluzione“, e la situazione è “sempre più preoccupante e straziante“. Anche nel corso della giornata di oggi, 20 aprile, nella capitale Khartoum continuano a sentirsi colpi di arma da fuoco, un cittadino ha dichiarato che “in certi quartieri del centro c’è odore di morte e di cadavere“. Ai microfoni della Bbc l’ambasciatore norvegese in Sudan, Endre Stiansen, ha definito le condizioni di vita nella capitale “infernali“.
di: Alice GEMMA
FOTO: EPA/STRINGER