SUDAN

L’esercito sudanese e le forze paramilitari di supporto rapido hanno accettato un cessate il fuoco di tre giorni. Oltre 600 i morti dall’inizio degli scontri

Tregua temporanea in Sudan. L’esercito sudanese ha annunciato di aver accettato un cessate il fuoco di tre giorni, a partire da venerdì 21 aprile, in occasione della festa Eid al-Fitr, che segna la fine del mese sacro di Ramadan. Le forze paramilitari di supporto rapido (Rsf) avevano già annunciato la propria disponibilità a una tregua di 72 ore.

«Le forze armate sudanesi accettano un cessate il fuoco di tre giorni, a partire da oggi, venerdì 21 aprile, per consentire ai cittadini di festeggiare Eid al-Fitr e per garantire i servizi umanitari – si legge in una nota- le forze armate sudanesi sperano che i ribelli rispettino tutti i requisiti del cessate il fuoco e fermino qualsiasi mossa militare che possa ostacolarlo».

Stando all’ultimo aggiornamento fornito dal ministero della Salute di Khartoum, sarebbero almeno 600 i morti dall’inizio degli scontri.

Usa: “pronti a evacuare l’ambasciata”

Dopo l’uccisione di un operatore umanitario dell’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni), l’Ue ha cominciato a pianificare l’evacuazione dei suoi cittadini da Khartoum. Gli Stati Uniti si sono detti “pronti” all’evacuazione del loro personale diplomatico “in caso di necessità”. Lo ha riferito il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale John Kirby, confermando che il Pentagono sta posizionando truppe nella regione per fare fronte a ogni evenienza. La situazione in Sudan e a Khartoum, ha dichiarato Kirby, rimane “molto tesa” e i combattimenti “continuano”. Il portavoce ha, poi, invitato i cittadini statunitensi presenti nel Paese a “mettersi al sicuro”.

Libia, Haftar: “nessun sostegno a una delle due parti”

L’Esercito nazionale libico (Lna) dell’uomo forte della Cirenaica, guidato dal generale Khalifa Haftar, nega di aver fornito sostegno a una delle due parti in conflitto in Sudan.

«Il comando generale smentisce categoricamente ciò che viene riportato da alcuni media a buon mercato e pagati circa le forze armate arabe libiche che forniscono supporto a una parte contro l’altra» ha affermato il portavoce del comando generale dell’esercito libico, Ahmed al-Mismari in una dichiarazione riportata dal The Libya Update.

«Dal punto di vista del ruolo nazionale arabo e africano del Comando generale delle forze armate – ha proseguito al-Mismari – chiediamo la formazione di un comitato di mediazione congiunto che includa la Lega degli Stati arabi e l’Unione africana per esercitare tutti gli sforzi per un cessate il fuoco immediato per raggiungere la calma e uscire da questa crisi preservando la sicurezza e la stabilità del Sudan».

Il portavoce ha, poi, lanciato un appello alla pace e ha dichiarato che l’esercito libico è pronto a svolgere un ruolo di mediazione tra le parti.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/STRINGER