Chi non accetterà la cittadinanza russa verrà considerato “straniero” e dovrà chiedere un permesso di soggiorno, pena l’espulsione
Il presidente russo Vladimir Putin è intervenuto al Consiglio dei legislatori a San Pietroburgo, dopo aver firmato una legge che prevede l’espulsione degli ucraini che non accettano la cittadinanza russa. nei territori annessi.
Entro il 1 luglio 2024 i cittadini ucraini residenti nei territori annessi dalla Federazione Russa dovranno optare o per la cittadinanza russa o per la conservazione della cittadinanza ucraina: in quest’ultimo caso saranno considerati “stranieri” e potranno essere espulsi se porteranno “una minaccia alla sicurezza nazionale” con attività che comprendono anche la “partecipazione a raduni e manifestazioni non autorizzate”.
Il provvedimento non riguarda solo i cittadini ucraini, ma anche i titolari dei passaporti rilasciati dalle repubbliche secessioniste del Donbass, Donetsk e Lugansk: chi conserva la cittadinanza ucraina dovrà fare domanda per il permesso di soggiorno come stranieri residenti.
Putin, citato dalla Tass, ha dichiarato che le quattro regioni dell’Ucraina annesse dalla Russia sono “terre storiche russe” e i loro abitanti “parte del nostro popolo”, quindi è necessario “difendere e proteggere la loro decisione inequivocabile di tornare alla Russia”.
Le autorità russe, ha proseguito il capo del Cremlino, devono lavorare come “una squadra coesa e ben coordinata” per far fronte alla “aggressione economica dell’Occidente”.
Attacco a Uman, salgono a 23 le vittime
Salgono a 23 le vittime dell’attacco russo a un palazzo di Uman, in Ucraina. Tra le macerie è stato ritrovato il corpo di un bambino.
«Uman. Alle 19:00, il corpo del bambino è stato ritrovato… Numero di morti: 23, di cui quattro bambini» ha scritto il ministero dell’Interno ucraino su Telegram.
di: Francesca LASI
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