Il Papa rivela l’esistenza di una missione di pace del Vaticano in corso mentre gli attacchi russi si intensificano in tutto il Paese
È di ritorno dal suo viaggio apostolico a Budapest che arriva l’annuncio: Papa Francesco ha fatto sapere, durante la conferenza stampa tenutasi a bordo dell’aereo di ritorno verso Roma, che è in corso una missione di pace della Santa Sede per l’Ucraina.
Il Pontefice ha accennato alla missione, “che non è pubblica” e “quando sarà pubblica lo dirò“, a proposito dei colloqui avuti con Orban in Ungheria: «non abbiamo certo parlato di Cappuccetto Rosso – risponde il Papa, che ha incontrato anche il Metropolita ortodosso Hilarion di Ungheria. – Abbiamo parlato della guerra» spiega accennando a un loro possibile ruolo da intermediatori con Putin.
«A tutti interessa la strada della pace e io sono disposto a fare tutto quello che si deve fare. La Santa Sede ha già fatto da intermediario in alcune situazioni di scambio di prigionieri tramite l’ambasciata»
Francesco sembra suggerire che la prossima tappa di questa missione di pace sarà un incontro con il Patriarca di Mosca Kirill, evento già rimandato due volte nel 2021, prima a giugno, a Gerusalemme, poi a settembre in Kazakhistan: con lui “ho parlato una sola volta dall’inizio della guerra, per 40 minuti. Poi tramite il metropolita Antonj che ha preso il posto di Hilarion c’è un rapporto con Kirill” spiega accennando ancora all’incontro di Budapest, precisando che un incontro con Kirill “si dovrà fare” e che al momento “i rapporti con i russi avvengono tramite questo ambasciatore” presso la Santa Sede.
Verso il 9 maggio: nuova scadenza?
La pace, intanto, non sembra comparire nei programmi di Mosca. Secondo Rbc-Ucraina, che cita una “fonte ben informata”, riferisce che i russi avrebbero prefissato il prossimo 9 maggio come scadenza per l’occupazione definitiva di Bakhmut. Una conquista che Putin vorrebbe annunciare per confermare che tutti “gli obiettivi della cosiddetta ‘operazione speciale’ sono stati raggiunti e ‘l’esercito ucraino ha stato sconfitto“.
Sul campo
Nel frattempo a Kiev un allarme antiaereo risuona dalle 3.40 di questa notte (ora locale); ci sono diverse segnalazioni di esplosioni e la difesa antiaerea è al lavoro, nella Capitale così come in gran parte dell’Ucraina, compreso l’oblast di Zaporizhzhia.
Mosca ha anche portato a termine un attacco missilistico di alta precisione a lungo raggio che ha colpito e neutralizzato le strutture del complesso militare-industriale ucraino di Pavlograd, interrompendo “il funzionamento delle imprese che producono munizioni, armi ed equipaggiamento militare“.
Dal fronte ucraino però non perdono le speranze, anzi: il ministro della Difesa di Kiev Oleksy Reznikov ha annunciato che i “preparativi per la controffensiva sono in dirittura d’arrivo“. «Se i nostri generali non fossero fiduciosi, sarebbe inutile andare avanti» ammette in conferenza stampa precisando che non si “limita a sperare, ci credo”.
Twitter cancella post di Medvedev
La censura di Twitter colpisce il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Medvedev che accusa il social di operare “nell’interesse dell’establishment americano“. Medvedev, noto per le sue esternazioni fortemente provocatorie e aggressive, si è visto cancellare un post su Twitter in cui minacciava esplicitamente azioni russe ad ampio spettro contro diversi Paesi.
Dopo la censura del cinguettio, Medvedev è tornato a tuonare contro l’Occidente su Telegram dove non sussistono limitazioni. Medvedev ha affermato che l’obiettivo della Russia è quello di “infliggere una sconfitta devastante a tutti i nemici: i nazisti dell’Ucraina, gli Usa, i loro tirapiedi nella Nato compresi i polacchi vigliacchi e gli altri pidocchi occidentali“.
di: Marianna MANCINI
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