L’evento in piazza San Giovanni si è aperto con un ricordo a Lorenzo Parielli, il 18enne morto durante l’alternanza scuola-lavoro
Appuntamento in piazza San Giovanni a Roma per il concertone del primo maggio: un tappeto di ombrelli e mantelle sotto la pioggia battente che bagna la Capitale ma che non smorza lo spirito, per l’occasione dedicata ai 75 anni della Costituzione italiana. La conduzione è affidata, per il sesto anno consecutivo, ad Ambra Angiolini, accompagnata da Fabrizio Biggio. 300mila gli accessi consentiti per motivi di sicurezza.
L’apertura del concertone è dedicata a Lorenzo Parelli: il 18enne morto nel 2022 durante l’alternanza scuola-lavoro è stato ricordato da un messaggio letto da Ambra che cita l’articolo 4 della Costituzione: «Lorenzo muore nella prima sillaba della parola futuro, perché ad avere un lavoro non ci arriverà mai, morto durante l’orario scolastico e questo nemmeno la costituzione poteva prevederlo. Paga con la vita, senza essere ancora stato pagato da nessuno. Siamo su questo palco per consegnarvi qualcosa di importante: La carta di Lorenzo, abbiatene cura».
Sul palco, accanto alla presentatrice, anche i genitori di Lorenzo, Maria Elena e Dino Parelli. «Grazie per l’accoglienza, non mi è facile parlarvi – ha detto il padre del giovane- perché non è mia abitudine essere davanti a tanti ragazzi». La madre ha dichiarato: «Siamo qui per dedicare un pensiero a Lorenzo – distribuendo la carta di Lorenzo, nata con la volontà che tragedie come quella del 18enne non accadano più – Lui vi direbbe: abbiate cura della vita. Se Lorenzo fosse qui ci direbbe che la vita è sacra e dobbiamo onorarla. La sicurezza non ha colore né bandiera, è di tutti, è una responsabilità collettiva di ognuno di noi».
L’hashtag lanciato in questa edizione è #ildirittochemimanca.
Ambra ha poi parlato della condizione lavorativa delle donne.
«Avvocata, ingegnera, architetta. Tutte queste vocali in fondo alle parole sono, saranno armi di distrazione di massa? Ci fanno perdere di vista i fatti e i fatti sono che una donna su cinque non lavora dopo un figlio, che guadagna un quinto in meno di un uomo che copre la stessa posizione – ha dichiarato la conduttrice – Non lo diceva già la Costituzione nel 1949 che la donna doveva avere gli stessi diritti dell’uomo nell’art. 36?. Che ce ne facciamo delle parole? Voglio proporre uno scambio: riprendetevi le vocali in fondo alle parole, ma ridateci il 20% di retribuzione. Pagate e mettete le donne in condizione di lavorare. Uguale significare essere uguale, e finisce con la e».
Stando a quanto riferito da LaPresse, citata da RaiNews, Matteo Paolillo, attore della nota serie tv Mare Fuori, avrebbe inizialmente negato una foto all’atleta paralimpica Sara Vargetto, presente al concerto insieme al padre. Il selfie è stato prima negato, ma poi sarebbe stato scattato grazie all’intervento di un’addetto all’organizzazione del Concertone. Sembra che in precedenza l’attore avesse negato una foto anche a tre bambini. Una persona dello staff avrebbe spiegato così la scelta: «Non gli va». Al momento non sono arrivati commenti dai diretti interessati.
Gli artisti sul palco
Fra gli artisti chiamati a esibirsi sul palco del concertone ci sono Ligabue, che torna in piazza San Giovanni dopo anni, Emma, Lazza, Francesco Gabbani, i Baustelle, Levante, Mr. Rain, Tananai, Coma_Cose, Piero Pelù con Alborosie, Mara Sattei, Rocco Hunt e Matteo Paolillo sulla scia di Mare Fuori.
Prima dell’interruzione della diretta su Rai3 – che riprenderà alle 20 – tanti artisti sono saliti sul palco, dai Baustelle a Fulminacci, da Il Tre ad Aiello. In attesa della ripartenza il dj set di Ema Stokholma.
Dopo l’interruzione sono saliti sul palco Ligabue, assente da Piazza San Giovanni da 17 anni, Ariete, Levante , Mr.Rain, Emma, Lazza e l’unica ospite internazionale, la cantautrice dream pop norvegese Aurora. Emma ha letto la poesia di Virginia Woolf Resta viva. In piazza San Giovanni anche Tananai, che ha ringraziato i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo, Carl Brave e Francesco Gabbani.
Polemica Rovelli-Crosetto
Sul palco del Concertone è intervenuto anche il fisico Carlo Rovelli che ha parlato della guerra in Ucraina. Una guerra nata dalla “smania di potere. I potenti vogliono essere ancora più potenti, vogliono comandare su tutto. Oppure come da noi, in Italia, vogliono essere vassalli dei potenti per qualche beneficio. Ma la guerra non si fa solo per questo, si fa anche per un motivo più semplice: perché costruire armi è una delle attività più lucrative del mondo. E sul fiume di denaro che produce fare armi, ci sguazza la politica“. «Tutti dicono pace, ma aggiungono che bisogna vincere per fare la pace, solo che volere la pace dopo la vittoria vuol dire volere la guerra» ha dichiarato Rovelli, che poi ha attaccato il ministro della Difesa, seppur senza nominarlo, spiegando come sia vicino “a una delle più grandi fabbriche di armi nel mondo, Leonardo. Stiamo andando verso una guerra che cresce“, il fisico ha poi aggiunto: «ci sono decine di migliaia di bombe nucleari puntate sulla nostra testa. E in questa situazione lo sapete cosa fa il governo italiano? Sta decidendo di mandare una portaerei, una flottiglia a fare i galletti davanti alla Cina… Queste sono le scelte che rischiano di distruggere le nostre vite, ragazzi».
Il ministro della Difesa all’indomani delle dichiarazioni del fisico ha risposto alla critiche: «Rovelli non sa di che parla, gli mando un abbraccio pacifico e lo invito a pranzo per fargli conoscere la persona».
«Io lavoro per la pace, non faccio il pacifista ma faccio il ministro – ha assicurato Crosetto. – Lui faccia il fisico. Quando cambia settore compie qualche scivolone. Basta che nel suo studio dell’Ucraina non sbagli la parte per cui lavorare, perché normalmente chi è pacifista poi è per i russi. Qui invece siamo tutti per la pace in Ucraina. Bisogna anche conoscere cosa si è fatto prima. Quando avrà tempo lo inviterò a pranzo così gli faccio conoscere la persona e dorme tranquillo».
Rovelli, da par sua, risponde: «apprezzo molto la cortesia del ministro della Difesa, e il suo gentile invito a cena, e lo ringrazio. Ma la questione che ho posto nel mio intervento il 1° maggio non è personale fra lui e me. È politica, riguarda il futuro di noi tutti, e vorrei se ne discutesse nel Paese, non a cena in due».
Interrotto il Concerto del Primo Maggio a Taranto causa maltempo
Non solo Roma. L’Uno maggio Libero e pensante, che si tiene dal 2013 a Taranto, è stato interrotto a causa della pioggia.
di: Marianna MANCINI
aggiornamenti di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI