Dopo lo strappo delle dichiarazioni del ministro Darmanin il portavoce del governo francese cerca di risolvere la questione
A cercare di ricucire lo strappo istituzionale che si è consumato ieri, 4 maggio, tra Francia e Italia è il portavoce del governo di Parigi, Olivier Véran.
Véran ha assicurato che le parole del ministro dell’Interno Gèrald Darmanin non contenessero “nessuna volontà di ostracizzare l’Italia in alcun modo“, volendo “rassicurare gli italiani che ci guardano” durante l’intervista a Cnews e di non volerne fare “una polemica politica“. «Continuiamo a lavorare con gli italiani. Con gli italiani si discute, adorano la politica, ma assumono le scelte che hanno preso e vogliono essere lasciati liberi di fare le loro scelte. Va benissimo così – prosegue il portavoce – perché non abbiamo intenzione di fare altrimenti. L’Italia ammette molti, gran parte delle imbarcazioni e poi lavoriamo sistematicamente con gli italiani per regole di ripartizione. Quindi siamo intimamente legati dalla nostra storia, dalle sfide economiche, sociali, culturali, ma anche migratorie».
Anche la ministra della Transizione energetica Agnes Pannier-Runacher cerca di domare le polemiche spiegando che “non ci saranno problemi con l’Italia” sostenendo di non credere “che le parole di Darmanin creeranno un problema con l’Italia. La situazione è complessa e quelli che promettono miracoli sono degli imbonitori“. Dello stesso avviso il ministro del Bilancio Gabriel Attal che assicura che “questo incidente rimarrà dietro di noi perché la Francia ha troppo bisogno dell’Italia e l’Italia ha troppo bisogno della Francia“.
Il ministro dell’Istruzione Pap Ndiaye tiene invece il punto del ministro dell’Interno sostenendo che “Parigi non deve scusarsi con l’Italia ma piuttosto riallacciare un dialogo sereno. Il Trattato del Quirinale resta una bussola“, il ministro ministro dei Trasporti Clement Beaune sostiene invece che “sull’immigrazione la Francia non fa la lezione agli italiani. Abbiamo proposto più volte una cooperazione bilaterale ed europea all’Italia per risolvere questo tema. Sulle migrazioni non c’è una soluzione che non passi per la cooperazione europea“.
Parole che poco scalfiscono il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, che al Corriere della Sera ribadisce si sia trattato di “un insulto gratuito e volgare a un Paese amico, alleato. Certo che la precisazione dei francesi è stata insufficiente, non ci sono le scuse. Il ministro dell’Interno ha detto cose incredibili contro Meloni, contro il governo, persino contro l’Italia e gli italiani, andate a risentirlo, è davvero inaudito“.
Il ministro è tornato sull’argomento in occasione della convention di Forza Italia in corso a Milano: «ci saranno degli atti riparatori, io mi auguro che la Francia deciderà chi debba farlo, io mi auguro che prendano le distanze. Ma il comunicato di ieri non è stato sufficiente, è stato molto tiepido. Si capisce il disappunto del governo francese ma le offese sono state talmente forti che meritavano una risposta. Darmanin ha fatto male tutto con quell’intervento, perché privo di senso e non rispondeva alla verità. L’Italia sta facendo di tutto per affrontare la questione migratoria ma serve un’azione europea e dell’Onu. Mi pare che ci sia stata una presa di distanza da parte del ministro degli Esteri e anche del governo francese. Ma il problema dell’ offesa e dell’insulto gratuito rimane, è stata una sorta di pugnalata alla schiena. Io sono un grande amico della Francia ma da ministro degli Esteri e vicepremier non posso accettare che la mia patria venga offesa senza motivo».
La tensione si alza anche all’interno della maggioranza italiana, le parole di Antonio Tajani “Forza Italia è il centro del governo e della politica italiana. Nessun estremismo, non abbiamo niente a che fare con la signora Marine Le Pen. Io non sono stato eletto con i suoi voti, noi siamo stati eletti con i voti dei moderati e dei conservatori e non con i suoi. Giorgia Meloni è la presidente dei conservatori europei e la Le Pen non sta con i conservatori, è fuori contesto. Noi non abbiamo nulla a che fare con lei, siamo popolari” non sono piaciute alla Lega. Quando già i giornalisti avevano sottolineato come Salvini si dichiari amico di Le Pen il ministro degli Esteri ha dichiarato fosse “legittimo per lui esserlo ma il centrodestra non è collegato alla Le Pen“. Il presidente del gruppo Id e capo delegazione Lega al Parlamento Europeo, Marco Zanni e Marco Campomenosi, hanno risposto a Tajani di essere “orgogliosamente amici e alleati di Marine Le Pen e Jordan Bardella, che oggi rappresentano il primo partito di Francia e, soprattutto, non insultano l’Italia, il suo governo ed i suoi cittadini“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON