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Migliaia di pesci sono stati rinvenuti senza vita lungo la spiaggia di Quintana

Migliaia di pesci sono stati rinvenuti senza vita nel weekend dell’11 e 12 giugno lungo le spiagge di Quintana, in Brazoria (Texas).

Il direttore del dipartimento della contea che si occupa di parchi, Bryant Frazier, ha spiegato che gli animali sono morti a causa di una “tempesta perfetta” che ha ridotto i livelli di ossigeno nell’acqua, facendo morire i pesci soffocati.

Dalla mattina di venerdì 10 giugno i primi pesci hanno iniziato a depositarsi lungo la spiaggia del parco in un tratto di circa 10 chilometri. Patty Brinkmeyer, dirigente del parco, ha spiegato alla Cnn che nonostante altri casi simili si siano già verificati negli anni scorsi la moria di pesci di quest’anno è stata “di gran lunga” la peggiore, con una quantità di pesci morti che non aveva mai osservato prima, si tratterebbe secondo Brinkmeyer di “centinaia di migliaia” di pesci morti.

Tra le specie maggiormente colpite i menhaden (Brevoortia tyrannus), pesci che vivono soprattutto nel golfo messicano e nella costa atlantica statunitense e canadese. La morte di questi animali, secondo i responsabili del parco di Quintana e dello stesso Bryant Frazier, sarebbe dovuta alla temperatura dell’acqua del mare più alta della norma, del mare più calmo e del cielo più nuvoloso del solito. Con l’aumentare della temperatura delle acque, specie quelle meno profonde che si riscaldano più in fretta, diminuisce la quantità di ossigeno disciolto. Un altro fattore che facilita la circolazione dell’ossigeno nell’acqua sono le onde, ma nelle ultime tre settimane le acque sono rimaste molto calme e le nuvole hanno provocato una riduzione della capacità di produrre ossigeno delle alghe e di altri organismi che per la fotosintesi hanno bisogno della luce del sole.

Al New York Times la ricercatrice che si occupa di fauna marina alla Texas A&M University, Katie St. Clair, ha spiegato che il cambiamento climatico potrebbe aver avuto un ruolo in questo fenomeno e l’innalzamento delle temperature delle acque del golfo del Messico potrebbe “certamente” provocare un aumento della frequenza di questo genere di episodi.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: EPA/SAMARA ANDERSON