L’ondata di caldo che ha investito il nord del Paese non lascia scampo ed è già allerta siccità

Un’onda di calore investe il nord della Cina: la capitale Pechino, limitrofa Tianjin e la circostante provincia dello Hebei stanno già facendo i conti con temperature che superano i 40 gradi, ben oltre il massimo registrato in questo periodo dell’anno.

Mentre l’Amministrazione Meteorologica Cinese aggiorna i dati in tempo reale, i media statali mettono in guardia la popolazione da eventuali colpi di calore, suggerendo di restare in casa.

Il caldo che ha colpito il nord del Paese, dalla provincia nord-occidentale del Gansu al Liaoning, scendendo fino allo Shandong, nel nord-est, non è così insolito negli ultimi anni ma nel 2023 è in anticipo di 13 giorni rispetto alle statistiche. La Cina, infatti, vive le conseguenze del cambiamento climatico: gravi ondate di caldo seguite da forte siccità, tanto da obbligare le autorità a razionare le risorse idriche e dirottare i corsi d’acqua. L’uso dei condizionatori d’aria, inoltre, fanno aumentare la domanda di elettricità causando danni alla produzione di energia e frequenti black out.

Neanche la pratica del “cloud seeding”, ovvero l’induzione all’addensamento delle nubi tramite il lancio di razzi carichi di sostanze chimiche, è riuscita a metter fine alla grave carenza di piogge.

di: Alessia MALCAUS

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