La Corea del Sud blocca i canali di “influencer” nordcoreane: i loro video sarebbero parte di una propaganda che mira a mostrare il Paese – e di conseguenza il suo leader – sono una luce positiva

La Corea del Sud ha bloccato i canali Youtube di SongA, di YuMi e della North Korean Girl di New DPRK, i tre “influencer” nordcoreani più seguiti. La decisione, resa nota dall’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap e presa su richiesta dell’agenzia di spionaggio, ha un motivo semplice: il timore delle autorità è che i video dei tre youtuber possano costituire propaganda verso il pubblico sudcoreano.

«La Corea del Nord ha gestito tali canali YouTube come parte della sua guerra psicologica contro la Corea del Sud. È nostro compito rispondere», ha infatti dichiarato un funzionario del National Intelligence Service (NIS) dopo la richiesta alla Korea Communications Standards Commission.

Sembra che ai poster in stile sovietico, i video dell’esercito e i test missilistici, Pyongyang stia affiancando ai metodi di propaganda anche nuovi mezzi, come appunto Youtube e la piattaforma cinese Weibo, per mostrarsi al mondo e diventare parte degli itinerari turistici. Il cambiamento di comunicazione sarebbe avvenuto anche per via di un invito di Kim Jong-un datato 2019 e riportato dal quotidiano statale della Corea del Nord, il Rodong Sinmun, ad abbandonare i vecchi canali di propaganda a favore di nuovi “sistemi”,

Ma cosa mostrano i video dei tre “influencer” di così propagandistico da causare la censura di Seoul? Nei video di YuMi, ad esempio, appare mentre si allaccia le punte in una sala da ballo e dice, in inglese, “Fin da piccola le scarpe che sognavo erano queste, non i tacchi“. Poi sceglie e assapora un gelato, e ancora cammina per una strada appena inaugurata mentre alle sue spalle svettano i grattacieli. Scene normali – viste da oltre un milione di persone – che tuttavia si stridono con quello che sappiamo del Paese in cui sono ambientate, Paese isolato dove in pochi avrebbero condizioni di vita dignitose e accesso a Internet, dove “si muore di fame” e i blackout dell’elettricità colpiscono il 70% della popolazione.

Poi c’è Song A, 11 anni e quasi 32mila followers da aprile 2022 a oggi. Anche lei, in inglese con accento britannico, racconta la sua vita, una gita al parco acquatico, il ritorno in classe, la sua cameretta, il suo libro preferito (Harry Potter, dice, di J.K Rowling, nonostante la cultura straniera sia vietata).

Il giudizio della comunità internazionale è unanime: quei video sono una finzione. Park Seong-cheol, ricercatore presso il Database Center for North Korean Human Rights, intervistato da Cnn, sostiene che siano “un’opera teatrale ben preparata” scritta dal governo nordcoreano. Mostrano una realtà non totalmente falsa, aggiunge, ma sicuramente fuorviante, e i suoi protagonisti potrebbero essere stati selezionati tra i figli degli alti funzionari, parte di quell’élite che ha accesso a Internet – un Internet comunque fortemente controllato e censurato dal governo.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: SHUTTERSTOCK