La premier interviene in occasione della Giornata mondiale contro l’abuso delle droghe
Oggi, 26 giurno, si celebra la giornata internazionale contro l’abuso e il traffico di droghe. Nell’aula dei gruppi parlamentari prende la parola l’Esecutivo, con gli interventi del ministro per lo Sport Andrea Abodi, del vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e della premier Giorgia Meloni.
La presidente del Consiglio ha ribadito le sue posizioni, durissime: «viviamo nel paradosso di una vulgata che spaccia la droga come un forma di libertà, e io non riesco a capire come si faccia a considerare libertà qualcosa che ti rende schiavo».
«Voglio ribadire dei concetti lapalissiani e banali, sapendo che posso diventare oggetto di polemica, ma sono abituata a difendere ciò in cui credo – prosegue Meloni. – Il primo è che la droga fa male sempre e comunque, ogni singolo grammo di principio attivo si mangia un pezzo di te».
Meloni ha parlato anche della “cultura dello scarto”, insistendo sull’importanza del recupero dei tossicodipendenti, troppo spesso trattati come “scarto” della società.
Non sono mancate le proteste durante l’intervento della premier.
Secondo il World Drug Report del 2023 pubblicato dall’Office on Drugs and Crime dell’Onu, nel 2021 il 5,8% della popolazione mondiale ha fatto uso di stupefacenti. Parliamo di 296 milioni di persone, un numero in aumento del 23% rispetto a 10 anni prima. Di queste, 500mila sono decedute per overdose o per altre ragioni riconducibili all’assunzione di sostanze stupefacenti.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI MELONI