Il procuratore dovrà decidere se presentare reclamo contro i tre decreti del Tribunale civile che hanno dichiarato “inammissibile” la richiesta di annullamento delle trascrizioni di riconoscimento di tre bambini nati con procreazione assistita
Sarà il procuratore di Milano Marcello Viola a decidere se presentare o meno ricorso alla Corte d’Appello contro i tre decreti del del Tribunale civile che il 23 giugno ha dichiarato “inammissibile” la richiesta dei pm di annullare le trascrizioni di riconoscimento dei figli di tre coppie di donne, nati con procreazione medicalmente assistita (PMA) avvenuta all’estero.
Il termine per presentare reclamo scade dopo 10 giorni dal deposito dei provvedimenti di primo grado: la Procura dovrà, quindi, decidere entro i primi di luglio.
La pm Rossana Guareschi, che aveva presentato le istanze di annullamento, aveva insistito sulla possibilità per i giudici di rettificare atti redatti in violazione di legge. Nei tre decreti, invece, i giudici dell’ottava civile hanno spiegato che l’anagrafe comunale può “rifiutare di accettare una dichiarazione di riconoscimento del figlio, ma una volta che la dichiarazione sia stata accettata, anche se per compiacenza, per errore o in violazione di legge, e sia stata annotata in calce all’atto di nascita del minore, il riconoscimento effettuato non potrà essere contestato”.
Per il Tribunale si può ricorrere solo “al modello di tutela che il nostro ordinamento prevede per la rimozione dello status di figlio”, procedura alla quale la Procura non può accedere.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
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