Il ventenne è accusato di omicidio stradale aggravato e lesioni
È durato un’ora l’interrogatorio di garanzia a Di Pietro, lo youtuber accusato di aver ucciso il piccolo Manuel di cinque anni nell’incidente avvenuto a Casal Palocco il 14 giugno scorso, davanti al gip di Roma.
Di Pietro ha risposto alle domande del gip ma sono poche le indiscrezioni trapelate. «La mia vita è rovinata, vorrei tornare indietro ma non è possibile» sarebbero state le sue parole riportate da Repubblica.
Nell’ordinanza in cui la gip Angela Gerardi confermava gli arresti domiciliari per Di Pietro, indagato per omicidio stradale aggravato e lesioni, emerge una “assoluta inconsapevolezza” che confermerebbe il pericolo di reiterazione del reato ma anche di inquinamento delle prove, “tenuto conto del mancato rinvenimento, all’interno della Lamborghini, delle due telecamere utilizzate per la registrazione dei video che, per come riferito dagli amici di Di Pietro, erano in funzione al momento dell’incidente“.
Non solo: la condotta dello youtuber si sarebbe mostrata “gravemente colposa e causativa del sinistro nonché delle conseguenze alle vittime“.
Ieri, 26 giugno, era già emerso sulla base dei dati del Gps che il Suv aveva repentinamente accelerato passando “in poco più di dieci secondi da 0 chilometri orari a 124 chilometri orari“. Non a caso, prosegue l’ordinanza, “alcuni dei passeggeri presenti all’interno della Lamborghini avevano più volte invitato a ridurre la velocità che percepivano eccessiva”.
«Gli avevo già chiesto di andare piano» avrebbe detto un testimone diretto, presente nel Suv insieme a Di Pietro, il giorno prima dell’incidente.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA