Parliamo di un’area grande come tutta la Svizzera, nonostante gli impegni presi dai leader del Cop26

11 campi da calcio ogni minuto: è questo il drammatico bilancio negativo che ha visto decimare nel 2022 le foreste pluviali della Terra. Lo scorso anno il Pianeta ha perso l’equivalente del territorio della Svizzera di vegetazione pluviale primaria, nonostante le promesse dei leader del Cop26.

Parliamo, nello specifico, di 4,1 milioni di ettari di foresta pluviale andata perduta, ad una velocità in aumento del 10% rispetto al 2021, come conferma il World Resources Institute.

I Paesi che hanno perso il maggior numero di foreste pluviali nel 2022 sono Brasile, Repubblica Democratica del Congo e Bolivia, quest’ultima fra i pochi a non aver sottoscritto l’impegno contro la deforestazione del Cop26.

Impegni che comunque nessuno riesce a centrare: nel 2021 oltre 100 leader mondiali hanno messo per iscritto e firmato un impegno a tutela di oltre il 90% delle foreste nel mondo. Allevamento del bestiame, agricoltura ed estrazione mineraria sono fra le principali cause che spingono alla deforestazione.

Il trend da invertire al più presto se non vogliamo vaneggiare gli sforzi finora fatti per il Pianeta: il cambiamento nell’uso del suolo, infatti, risulta essere la seconda fonte di emissioni di fas a effetto serra dopo la combustione di fossili.

Ma non solo: «la protezione e il ripristino delle foreste sono molto più di un prezzo del carbonio. Si tratta di proteggere la biodiversità; proteggere i mezzi di sussistenza delle popolazioni indigene e delle comunità locali e sostenere il ciclo idrologico per stabilizzare i modelli meteorologici e proteggerci da frane, erosione del suolo e inondazioni. Semplicemente non possiamo permetterci di perdere altra copertura forestale» ha spiegato il capo dell’ambiente delle Nazioni Unite Inger Andersen.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/Hugh Kinsella