“Sono state ricevute quasi 1.200 segnalazioni”
Continuano a non dare esiti le ricerche di Emile, il bimbo francese di due anni scomparso l’8 luglio sulle Alpi dell’alta Provenza.
Gli inquirenti hanno quindi cambiato strategia e hanno chiesto nuovi fondi in arrivo. Sono circa 50 i gendarmi che stanno setacciando l’ultima zona inesplorata dell’area prima chiudere le ricerche. Le indagini proseguono: sono state rinvenute macchie di sangue su una vettura ma sono di un animale.
Continueranno ad essere sentiti altri testimoni, infatti, è emerso che il piccolo non fosse da solo nel giardino della casa dei nonni: con lui dovevano esserci anche zii, zie e cuginetti in visita in montagna, prima di fare rientro in città.
Il procuratore di Digne-les-Bains, Rémy Avon, ha comunicato che “sono state ricevute quasi 1.200 segnalazioni”. Le continue ricerche tengono il Paese in allarme e in ansia.
La famiglia di Emile che è “molto religiosa”, nella serata di ieri, 12 luglio, si è riunitaper pregare nella cappella di Vernet. «Sono molto affiatati e si rifugiano nella religione per affrontare questa tragedia», ha riferito un testimone a BfmTv.
di: Alice GEMMA
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