Dal nonno tecnocrate al Guinness dei primati per la maggior perdita finanziaria della storia. E cosa dice ChatGpt sul suo essere un marziano 

Elon Musk da oltre 20 anni occupa le prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo, partecipa a trasmissioni televisive e, soprattutto, twitta ai suoi 142 milioni di follower (di cui solo 89 paganti). C’è qualcosa che non tutti sanno sul “più grande ingegnere della storia” (almeno secondo i suoi collaboratori)?

Va intanto sottolineato che per svelare davvero quest’uomo bisogna ripercorrere all’indietro il suo albero genealogico. Non si può infatti comprendere appieno la figura di Musk senza conoscere chi era suo nonno materno. Nato nel 1902 in una legnaia nel Minnesota e primo chiropratico ad esercitare in Canada, Joshua Norman Haldeman sviluppò una statura nazionale e internazionale come economista politico, leader nazionale nella sua professione nonché sportivo e avventuriero. Laureato nel 1926 alla Palmer School of Chiropractic, ha conquistato progressivamente un ruolo chiave nelle associazioni accademiche e professionali di categoria. Negli anni ‘40, ha combattuto per l’inclusione dei chiropratici come ufficiali incaricati durante la Seconda guerra mondiale.

Haldeman ha anche guadagnato un posto nella storia politica del Canada grazie al suo servizio come direttore della ricerca per Technocracy, un movimento nato a New York negli anni ‘30, che predica, a presidio dei processi decisionali di un potere esecutivo, il comando diretto o il parere vincolante di esperti nei campi delle scienze dure (es. matematici, fisici), molli (es. psicologi, economisti, giuristi) e della tecnica (es. ingegneri). La sua esplicita opposizione al comunismo durante la guerra lo portò a passare qualche giorno in prigione. Il suo trasferimento nel 1950 della sua famiglia e della pratica a Pretoria, in Sudafrica, avrebbe aperto una nuova pagina nella sua carriera: ancora una volta come pioniere professionista, ma anche come aviatore ed esploratore.

Morto nel 1974, quando Elon aveva appena tre anni, ha comunque lasciato (in qualche modo) un forte imprinting sul nipote, tanto che il “Muskismo” viene considerato come la più recente versione della tecnocrazia. La studiosa Jill Lepore ne dà questa definizione: «capitalismo estremo, extraterrestre, dove i prezzi delle azioni non sono guidati dai guadagni ma dalle fantasie della fantascienza».

Nonostante i più positivi pronostici, dati anche da una genetica niente male, i primi anni della vita di Musk non furono – almeno a suo dire – dei più facili. Quando, nel corso di un’intervista, gli è stato chiesto come fu la sua infanzia, il multimiliardario ha risposto senza esitazione «terribile, veramente terribile». La storia ci dice che Elon Reeve Musk è nato il 28 giugno 1971 a Pretoria, una delle capitali del Sudafrica. Musk ha origini britanniche e olandesi della Pennsylvania. Sua madre è Maye Haldeman, una modella e dietista nata a Saskatchewan, in Canada, e cresciuta in Sudafrica. Suo padre, Errol Musk, è un ingegnere elettromeccanico sudafricano, pilota, marinaio, consulente e promotore immobiliare, che possedeva in parte una miniera di smeraldi dello Zambia vicino al lago Tanganica. I due si erano conosciuti da giovanissimi: Maye andava ancora alle scuole superiori ma dopo qualche appuntamento non era soddisfatta di quel giovanotto, abbiente ma molto rozzo, e lo aveva allontanato.

Lasciata la piccola città di provincia in cui viveva per frequentare l’università nella capitale Pretoria, un giorno trovò Errol alla sua porta con un enorme mazzo di rose e una proposta di matrimonio. Proposta già approvata dal padre di lei. E con i preparativi per le nozze da 800 invitati in corso. Era il 1970, era il Sudafrica e Maye accettò, suo malgrado. «Tornai dalla luna di miele piena di lividi e incinta di Elon» ha dichiarato Maye in più occasioni. Secondo quanto riferisce, ma smentita dall’ex marito, gli abusi continuarono per 10 anni. Lo stesso Elon racconta una prima infanzia costellata di liti furibonde tra i genitori.

Maye riesce a ottenere la separazione nel 1981 insieme all’affidamento dei tre figli, Elon, Kimball e Tosca. Dopo qualche mese, però, il primogenito chiede con successo di andare a vivere con il padre. Il motivo? «Perché lui aveva l’Enciclopedia Britannica», ha dichiarato Maye. «Io non avevo molti libri a casa, ma il mio ex marito aveva l’Enciclopedia Britannica ed Elon passava le giornate a studiarla».

Maye Musk ha detto in più occasioni di suo figlio che “era timido e goffo a scuola” e“non aveva molti amici”. All’età di 10 anni sviluppa un interesse per l’informatica e i videogiochi, imparando da solo a programmare dal manuale utente del VIC-20. All’età di 12 anni vende il suo gioco basato su BASIC Blastar a PC e alla rivista Office Technology per circa 500 dollari. Nello stesso periodo viene anche violentemente bullizzato, tanto da essere scagliato dalle scale e costretto ad una degenza di diverse settimane in ospedale. In un’intervista Musk ha raccontato che anche il suo migliore amico venne “pestato a sangue” solo perché lo frequentava.

La timidezza e la goffaggine di cui parla la madre potrebbero forse essere riconducibili a una determinata condizione che ha influenzato il carattere di Musk (e molto probabilmente anche il suo operato). «Stanotte passerò alla storia come la prima persona con la sindrome di Asperger a presentare il Saturday Night Live. O almeno la prima ad ammetterlo». Afferma Elon Musk l’8 maggio 2021 in una delle trasmissioni più popolari negli States e non solo, dichiarando così di essere affetto da un disturbo dello spettro autistico. Nel suo monologo d’apertura, Musk cita il fatto che, quando parla, spesso deve aggiungere “dico sul serio” alla fine di una frase, perché a causa della scarsa variazione nell’intonazione chi lo ascolta non capisce le sue intenzioni, e anticipa: «stanotte non incrocerò lo sguardo molto spesso con i membri del cast».

La sindrome di Asperger provoca spesso problemi nella gestione della socialità e disturbi ossessivi-compulsivi. In seguito, parlando del suo utilizzo spesso peculiare di Twitter, Musk ha aggiunto: «lo so che a volte dico o posto cose strane, ma il mio cervello funziona così. A chi si fosse offeso posso solo dire: ho reinventato le automobili elettriche e sto mandando astronauti su Marte in una nave spaziale: pensavate davvero che fossi un tipo normale e rilassato?».

Oltre ad essere stato il primo presentatore con Asperger dichiarato al Saturday Night Live, Musk vanta primati in molti campi, un ampio catalogo in cui i soldi la fanno da padrone. Nel gennaio 2023 Musk è stato infatti riconosciuto dal Guinness World Records per aver subìto la “più grande perdita di fortuna personale nella storia” in riferimento alle sue perdite finanziarie dal novembre 2021, che Guinness ha dedotto dalla stima di Forbes di 182 miliardi di dollari. Ma come è arrivato a questo punto?

Musk ha guadagnato 175,8 milioni quando la sua PayPal è stata venduta a eBay nel 2002. Nel 2012 è stato inserito per la prima volta nella Forbes Billionaires List con un patrimonio netto di due miliardi. All’inizio del 2020, Musk aveva un patrimonio netto di 27 miliardi di dollari. Entro la fine dell’anno era aumentato di 150 miliardi, principalmente grazie alla sua proprietà di circa il 20% delle azioni Tesla. Durante questo periodo, il patrimonio netto di Musk era spesso volatile. Ad esempio, a settembre è sceso di 16,3 miliardi di dollari, il più grande crollo in un solo giorno nella storia del Bloomberg Billionaires Index. Nel novembre di quell’anno, Musk ha superato il co-fondatore di Facebook Mark Zuckerberg per diventare la terza persona più ricca del mondo; una settimana dopo ha superato il co-fondatore di Microsoft Bill Gates, diventando il secondo più ricco.

Nel gennaio 2021, Musk, con un patrimonio netto di 185 miliardi di dollari, ha superato il fondatore di Amazon Jeff Bezos diventando la persona più ricca del mondo. Bezos ha riconquistato il primo posto il mese successivo. Il 27 settembre 2021, dopo che le azioni di Tesla sono aumentate, Forbes ha annunciato che Musk aveva un patrimonio netto di oltre 200 miliardi ed era la persona più ricca del mondo. Nel novembre 2021, il patron di Tesla è diventato la prima persona con un patrimonio superiore a 300 miliardi di dollari.

Il 30 dicembre 2022, Musk ha perso 200 miliardi dal suo patrimonio netto a causa del calo del valore delle azioni di Tesla. Il crollo è stato attribuito dagli analisti alla gestione “caotica” dell’acquisizione di Twitter e alle mosse successive, tra cui i pesanti tagli al personale. Nonostante questo, ad oggi, è ancora la persona più ricca del mondo, prima del patron del lusso Bernard Arnault.

A guidare il su e giù del suo patrimonio, si sarà intuito, sono i molti progetti imprenditoriali che Musk ha portato avanti negli anni e che gli hanno permesso di acquisire il potere di influenzare i mercati. Tanti i settori a cui si è dedicato direttamente e indirettamente: pagamenti digitali e criptovalute, auto elettriche e piattaforme social e, ultimo ma non per importanza, nuove frontiere della tecnologia e dell’esplorazione spaziale. Nel 2014, di fronte a una platea di futuri esperti del settore, durante un seminario con gli studenti del Massachusetts Institute of Technology, dice: «le intelligenze artificiali sono la più grande minaccia per la sopravvivenza della nostra razza. Affidarsi ai computer è come invocare il demonio». Nel 2015 appare come co-fondatore di OpenAI, la società di ricerca sull’intelligenza artificiale senza scopo di lucro che mira a sviluppare un’intelligenza artificiale generale destinata a essere sicura e vantaggiosa per l’umanità. Un focus particolare dell’azienda è quello di democratizzare i sistemi di superintelligenza artificiale, contro governi e corporazioni. Nel 2018, Musk ha lasciato il consiglio di amministrazione di OpenAI per evitare possibili conflitti futuri con il suo ruolo di CEO di Tesla poiché quest’ultima società è stata sempre più coinvolta nell’IA attraverso Tesla Autopilot. Da allora, OpenAI ha compiuto progressi significativi nell’apprendimento automatico, producendo reti neurali come GPT-3 (che produce testo simile a quello umano), e DALL-E (che genera immagini digitali da descrizioni in linguaggio naturale).

Nonostante il suo coinvolgimento nell’IA (e nella fondazione di Neuralink, società di neurotecnologie impegnata nello sviluppo di interfacce neurali impiantabili che recentemente ha ricevuto l’okay della Fda ai test sull’essere umano), Musk ha continuato a esprimere preoccupazioni riguardo ai potenziali rischi e alle implicazioni a lungo termine dell’IA superintelligente. Ha affermato che potrebbe rappresentare una minaccia esistenziale per l’umanità se non viene gestita correttamente e portare a un’esplosione di intelligenza incontrollabile, superare le capacità umane e diventare un pericolo per la nostra sopravvivenza. Per affrontare queste preoccupazioni, Musk ha proposto la necessità di una regolamentazione e di un controllo adeguati sull’IA e ha sottolineato l’importanza di sviluppare una governance responsabile per garantire che venga utilizzata in modo sicuro ed etico.

Dubitiamo che ripercorrere le avventure familiari, finanziarie e imprenditoriali di Elon Musk abbia aiutato a svelare ogni angolo ancora sconosciuto della sua persona. La speranza è invece aver fatto luce su un personaggio che definire visionario è riduttivo, quasi extraterrestre, nel senso di “oltre la Terra”. E in effetti, nell’immagine del suo profilo Twitter, Musk indossa una giacca simile a quella dei protagonisti di Star Trek e, spesso, gioca sul suo ruolo di “marziano sulla Terra”. Tuttavia, considerando la sua storia, non è così ridicolo avere un dubbio (remoto) che un marziano lo sia davvero.

Forse la questione dovrebbe essere posta a una delle sue “creature”. Se chiediamo “Musk è un marziano?”, il chatbot ChatGpt di OpenAI risponde: «la connessione tra Elon Musk e Marte ha radici nella fondazione di SpaceX nel 2002. Musk ha dichiarato pubblicamente che l’obiettivo principale di SpaceX è quello di rendere l’umanità una specie multiplanetaria, e Marte è il pianeta che ha suscitato il suo interesse come possibile destinazione per una futura colonizzazione. Musk ha espresso il desiderio di creare una colonia umana su Marte entro il 2029. Ha discusso pubblicamente di progetti per la costruzione di razzi riutilizzabili e di sistemi di trasporto spaziale che possano rendere i viaggi verso Marte più accessibili e meno costosi. Le dichiarazioni audaci di Musk e i suoi piani ambiziosi hanno catturato l’immaginazione del pubblico e dei media, contribuendo a creare questa “leggenda” di Musk come un visionario che cerca di rendere Marte una seconda casa per l’umanità».