Il dispositivo è in grado di guidare i chirurghi a individuare le cellule tumorali
Da uno studio clinico svolto da un team di medici, ricercatrici e ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e di Sapienza Università di Roma, coordinato da Emilio Bertani della Divisione di Chirurgia dell’apparato digerente e direttore dell’Unità di Chirurgia dei tumori neuroendocrini dello Ieo, e Francesco Ceci Direttore della Divisione di Medicina Nucleare dello Ieo arrivano importanti novità circa la chirurgia dei tumori neuroendocrini gastrointestinali.
Il team ha infatti sviluppato una sonda “cerca-tumore” che migliora la chirurgia ed è uno strumento innovativo capace di trovare le particelle emesse da radiofarmaci, i positroni.
La sonda è stata sviluppata dall’INFN e dalla Sapienza e ha mostrato un’alta capacità di individuazione delle cellulare tumorali marcate dal radiofarmaco, grazie a ciò la sonda riesce a guidare il chirurgo nella seda della lesione anche se si tratta di una posizione difficile o una lesione microscopica. Sui 20 pazienti su cui è stato condotto lo studio tra il 2022 e il 2023 la capacità di rivelare le sedi delle cellule è stato del 90%.
Spiegano Francesco Collamati dell’INFN e Riccardo Faccini della Sapienza: «la chirurgia radioguidata fino ad oggi ha utilizzato le sonde a raggi gamma che non funzionano quando quello che si vuole rivelare è vicino a organi che assorbono molto radiofarmaco, come per esempio nell’addome. Una sonda come quella da noi ideata, che rivela i positroni anziché i fotoni, permette di rivelare esattamente specifiche forme di tumore in zone del corpo dove sarebbe altrimenti impossibile individuarle».
Innovativa è anche la somministrazione, durante l’intervento, del radiofarmaco cancro-specifico usato per la diagnostica PET.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: PIXABAY