Per più di 20 anni ha seminato il terrore a Gilgo Beach
Per oltre 20 anni una persona la cui identità è fino a oggi rimasta sconosciuta ha seminato il terrore a Long Island, nello Stato di New York: sono morte tra le 10 e le 16 persone, perlopiù prostitute, i cui corpi sono stati abbandonati nell’area di South Shore. Più il tempo passa più la speranza di riuscire a prendere un serial killer si affievolisce. Eppure, la soluzione di questo caso specifico potrebbe essere in mano agli inquirenti.
Nel luglio 2023 infatti sono emerse nuove prove: tracce di DNA lasciate su bicchieri di carta e cartoni di pizza, che hanno portato all’arresto e all’incriminazione di un architetto di 59 anni, Rex Heuermann, accusato dell’omicidio di almeno tre donne i cui corpi vennero rinvenuti nel 2010 vicino a Gilgo Beach.
Heuermann è il serial killer di Long Island? Potrebbe: viveva con la famiglia nella vicina Massapequa Park, e aveva fondato uno studio di architettura a Manhattan. Inoltre è sospettato anche di un quarto omicidio: quello di Maureen Brainard-Barnes, trovata poco distante da dove erano stati nascosti gli altri. I detective sono riusciti a recuperare la prova del DNA raccogliendo i reperti lasciati su un cartone di pizza che Heuermann si era fatto consegnare: il campione coincide con il DNA impresso sui corpi delle vittime, Melissa Barthelemy, Megan Waterman e Amber Lynn Costello.
Dopo l’arresto la casa di Heuermann è stata isolata: insieme ai cani, gli investigatori hanno setacciato tutta la proprietà e hanno scoperto una sorta di cripta nascosta, insonorizzata, dove l’uomo potrebbe aver portato le sue vittime, prima di ucciderle. Nella stanza nascosta, oltre a nastri e sacchi di tela, sono state trovate 297 armi.
Secondo gli inquirenti, il killer avrebbe agito quando la famiglia era fuori città. Sembra infatti che conducesse una doppia vita: di giorno architetto, di notte stalker seriale; Heuermann sarebbe stato ossessionato dal sesso e da turbe psichiche, avrebbe agganciato le prostitute usando telefonini con utenze anonime e email non riconducibili a lui; inoltre sul suo telefono avrebbe scaricato materiale pedopornografico. Tra le testimonianze raccolte, quelle di due prostitute, contattate attraverso piattaforme social. Entrambe hanno anche registrato le chiamate dell’architetto. Le indagini sono ancora in corso ma gli investigatori sono convinti di essere arrivati a un punto di svolta e di aver trovato il filo conduttore degli omicidi.
di: Micaela FERRARO
FOTO: SHUTTERSTOCK