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Dopo le proteste dei residenti dietrofront del governo che aveva annunciato di voler catturare gli animali

Manca poco al G20 di Delhi, che si terrà a settembre. In vista del summit dei leader dei Paesi più industrializzati l’India sta lavorando alla riqualificazione urbana, con le autorità locali che hanno sgomberato insediamenti illegali nei pressi degli edifici che ospiteranno il vertice e hanno organizzato la mobilità, in modo da rendere più gestibile il notoriamente caotico traffico della Capitale.

Un altro problema che Delhi si trova a dover affrontare è quello dei cani randagi. L’obiettivo sarebbe di spostarli dalla zona degli hotel di lusso e delle attrazioni turistiche per chiuderli, fino alla fine del G20, in centri di sterilizzazione per animali domestici. Sebbene non ci siano dati ufficiali recenti sul numero di cani che abitano Delhi nel 2012 erano almeno 60mila, il Governo frequentemente organizza campagne di sterilizzazione, ma dopo l’annuncio di quanto deciso in vista del summit mondiale domenica 6 agosto è stato annunciato un passo indietro. I cani non verranno dunque catturati e spostati, la decisione aveva attirato molte critiche dato che sebbene siano randagi questi animali divengono della comunità, come fossero di quartiere e vengono nutriti e amati dai residenti, che spesso nei mesi più freddi cuciono apposite giacche per far sì che gli animali non abbiano freddo.

I cani randagi, però, rappresentano comunque un problema, dato che non è raro che branchi di cani aggrediscano bambini e nel Paese quasi 20mila persone muoio di rabbia secondo i dati dell’Oms.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: EPA/HARISH TYAGI