A causa del caldo torrido una donna ha partorito in anticipo, il medico DeNicola ha cercato il responsabile
Nathaniel DeNicola, ostetrico-ginecologo dell’Hoag Hospital di Newport Beach, partendo da un caso che ha avuto in carico ha cercato di capire le cause di quel parto in anticipo e difficile, giungendo a conclusioni insolite.
Il caso da cui prende l’avvio lo studio di DeNicola risale alla primavera scorsa quando la California era alle prese con un’ondata di caldo anomalo fuori stagione e il dottore ha dovuto gestire una donna che, alle 32esima settimana di gravidanza, stava entrando in travaglio. Il battito cardiaco del feto era in rapido calo e il piccolo era in posizione podalica, tutti fattori che hanno portato a effettuare un parto cesareo d’urgenza. Mamma e piccolo, alla fine sono stati bene e hanno lasciato l’ospedale dopo alcune settimane. Il dottor DeNicola ha cercato di trovare le cause di quanto successo, escludendo le più note è arrivato a capire che è stato il caldo torrido a provocare quel parto prematuro anche se “non posso provare che sia successo a causa del caldo estremo, è molto difficile da dimostrare” ha spiegato.
DeNicola ha aggiunto che durante i suoi 12 anni di attività ha notato come le ondate di calore abbiano portato a un maggior numero di richieste di visite d’emergenza. Oltre i gruppi di persone già note come particolarmente sensibili al caldo, quali anziani e bambini, vanno dunque aggiunte anche le donne in gravidanza e i futuri nascituri. Anche se non è possibile stimare i rischi del caldo sulle donne incinte, dato che sono elementi generalmente esclusi dagli studi sugli effetti del calore sulla fisiologia per motivazioni etiche, sono numerose le teorie intorno alle ripercussioni sui feti del caldo anomalo.
Dagli studi condotti sugli animali sembra che il caldo aumenti la secrezione di ossitocina, ormone chiave nel travaglio, e potrebbe essere alla base della rottura prematura delle membrane, ma il caldo potrebbe anche portare al rilascio di proteine infiammatorie che provocano i travaglio pretermine. O ancora, un elemento potrebbe essere la disidratazione, che porta al rilascio di prostaglandine, i lipidi che fanno partire le contrazioni.
Alcuni studi condotti però mettono in evidenza le correlazioni tra i danni provocati dal caldo ai feti e alle donne in gravidanza, per questo gli organismi di salute pubblica, tra cui l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Unicef, hanno iniziato a includere le donne in gravidanza nella avvertenze del caldo estremo.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: PIXABAY