È la Songs to do CPR pubblicata su Spotify dal Presbyterian Hospital di New York
Esistono delle playlist su Spotify con delle canzoni che avrebbero il ritmo ideale per dettare il tempo a chi deve eseguire in situazioni di emergenza delle compressioni toraciche salvavita dopo che il cuore di qualcuno ha smesso di battere.
Tra queste “Songs to do CPR” pubblicata dal New York Presbyterian Hospital. Ovviamente la playlist non è stata creata per essere ascoltata mentre si eseguono le compressioni, ma soltanto per sensibilizzare sul fatto che si può salvare una vita usando soltanto le mani. Tra le canzoni «Stayin’ Alive», lo storico brano dei Bee Gees, «Just Dance» di Lady Gaga, «Rumor Has it» di Adele o «Sorry» di Justin Bieber, «Who’s that girl» di Madonna, «Dancing Queen» degli Abba.
«La particolarità di Stayin’ Alive è di avere un ritmo di 103 Battiti al minuto (Bpm). Per questo, negli Stati Uniti è stata proposta come “metronomo mentale” per guidare i soccorritori a eseguire le compressioni alla giusta frequenza che, appunto, deve essere di 100-120 Bpm. Tra l’altro, contrariamente a quanto si creda, la rianimazione cardiopolmonare può essere eseguita anche senza utilizzare la respirazione a bocca a bocca – spiegano i cardiologi -. Le linee guida raccomandano di praticare il solo massaggio cardiaco esterno ogni qualvolta il soccorritore non sia addestrato alle tecniche di ventilazione o la ventilazione non sia altresì possibile per altre ragioni. Infatti, almeno nei primi 10 minuti dall’inizio dell’arresto cardiaco, nel sangue è ancora presente una quantità sufficiente di ossigeno. Se la circolazione è in grado di distribuirla, non vi è svantaggio in termini di sopravvivenza con le sole compressioni toraciche per il supporto vitale di base».
L’inizio precoce del massaggio cardiaco da parte delle persone presenti, in attesa dell’arrivo dei soccorsi, è fondamentale per la successiva sopravvivenza con buona funzione neurologica. Tuttavia, alcuni ricercatori sono scettici circa i benefici della musica in quanto si è rilevato il fatto che non serve soltanto avere un buon ritmo perché le compressioni devono avere anche la giusta profondità.
di: Alice GEMMA
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