stoccolma

A coniare il termine fu il criminologo e psicologo Nils Bejerot, sulla base dei fatti avvenuti nel 1973

Era il 23 agosto 1973 quando Jan-Erik Olsson e alcuni complici tentarono di rapinare la sede della Sveriges Kreditbanken di Stoccolma. Durante la tentata rapina vennero presi in ostaggio tre giovani donne di 21, 23 e 31 anni, e un uomo di 25 anni.

Dopo 130 ore il sequestro si risolse grazie all’intervento della polizia ma, a dare scalpore, furono le interviste dei sequestrati che vennero rilasciate in seguito. I quattro raccontarono di aver temuto più le forze dell’ordine che non i sequestratori, e che durante quelle 130 ore si furono episodi di gentilezza compiuti dai rapitori e che i quattro ostaggi avevano sviluppato sentimenti di gratitudine e affetto loro nei confronti. Nasce così la sindrome che prende il nome dalla città grazie all’intuizione del criminologo e psicologo Nils Bejerot.

Micol Trombetta, criminologa presso l’Istituto di Scienze Forensi, ha spiegato: «basta poco a capire che si tratta di uno stato psicologico comune a quello di molte donne ogni giorno vittime di violenza, si parla di Sindrome di Stoccolma solitamente per le vittime di un sequestro ma si tratta di una condizione psicologica molto simile a quella di chi vive ogni giorno abusi all’interno delle loro relazioni. Anche in quel caso le vittime dichiarano di amare ancora i loro uomini, di essere grati perché in fondo non si sono spinti “troppo in là”. Si tratta di una difesa inconscia messa in atto dal cervello che, sottoposto a un trauma, lotta per la sopravvivenza creando un clima di affetto, simpatia e in alcuni casi anche di amore nei confronti del proprio aguzzino. Un contesto che, si spera, dovrebbe spingere il proprio carceriere ad avere un comportamento più umano. Si tratta di una condizione psicologica che si può trovare in ogni aspetto della vita quindi anche in un contesto lavorativo per esempio dove capi o colleghi fanno del mobbing. Se è vero che di norma si parla di Sindrome di Stoccolma nei casi di sequestro dire che per sequestro si può intendere qualsiasi tipo di privazione della libertà personale in tutti gli ambiti della vita».

Insieme alla Sindrome di Stoccolma, seppur meno nota, esiste anche la Sindrome di Lima. In questo caso, che prende il nome dal sequestro avvenuto il 17 dicembre 1996 nella capitale peruviana, furono i sequestratori ad affezionarsi ai sequestrati fino al punto di decidere di liberarli senza chiedere alcun riscatto. Il sequestro fu compiuto da un commando del Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru, guidato da Nestor Cerpa Cartolini, e durò 126 giorni. A essere presi in ostaggio furono gli invitati a una festa nella residenza dell’ambasciatore giapponese che, quando vennero liberati, finirono per chiedere l’autografo a Nestor Cerpa Cartolini.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: PIXABAY