Il presidente dell’Ingv avverte che la sismicità è in progressivo aumento: “stadio super critico che può dare esplosioni”

Cresce la preoccupazione nei Campi Flegrei, dove lo sciame sismico è in progressivo aumento.

Ne ha parlato in audizione alla Commissione Ambiente della Camera il presidente dell’Ingv Carlo Doglioni che ricorda come sia “impossibile prevedere quanto potrà durare l’attuale crisi di bradisismo“.

Nonostante l’impegno “in prima linea” dell’Istituto, “la nostra preoccupazione è legata sia alla sismicità, sia al fatto che queste temperature in particolari località potrebbero dare delle piccole esplosioni freatiche che non sono eruzioni di magma, ma è acqua che in questo stadio super critico può dare delle esplosioni“.

A questo si aggiungono elementi oggettivi di preoccupazione connessi al fatto che “negli ultimi mesi la sismicità non ha fatto altro che aumentare – sia in termini di numero di eventi, ravvicinamento degli sciami, aumento dell’energia“.

Insomma, conclude Doglioni, “non vediamo la fine” e può darsi che l’evoluzione arrivi rapidamente come può darsi che invece “possa essere ancora più dirompente“.

Un piano per la prevenzione

Ad oggi la scossa più forte è stata registrata ieri 27 settembre, con magnitudo 4.2 ad una profondità di tre chilometri. In un contesto del genere, non si può che intervenire sui meccanismi di prevenzione dei danni.

Lo ha spiegato la Protezione Civile, impegnata nella realizzazione di tre obiettivi fissati nell’ultimo incontro a Palazzo Chigi: «un piano di analisi della vulnerabilità del territorio, finanziato dalla Protezione Civile nazionale; un piano della comunicazione alla popolazione; l’aggiornamento del piano di emergenza e delle vie di esodo anche con apposite esercitazioni periodiche, con una verifica della rete infrastrutturale».

C’è chi punta più in alto l’asticella, come il vulcanologo Giuseppe De Natale, già direttore dell’Osservatorio del Vesuvio, che ha chiesto di evacuare l’area Agnano-Solfatara per “una verifica a tappeto sugli edifici in un’area di 20 chilometri, a partire da quelli strategici (scuole, ospedali, uffici pubblici)“.

Dato che la sismicità cresce di pari passo con la deformazione del suolo, si è registrato anche un “sollevamento del suolo che ha raggiunto il massimo di poco più di 113 centimetri nella zona Rione Terra“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/CIRO FUSCO