GAZA

Gallant: “stiamo combattendo animali umani e agiamo di conseguenza”. Mosca e Lega Araba chiedono cessate il fuoco

Il Medioriente brucia.

Dopo l’aggressione di Hamas su Israele, le forze armate israeliane hanno colpito 500 obiettivi nella Striscia di Gaza con raid aerei e fuoco d’artiglieria e il Governo ha annunciato un’operazione via terra a Gaza in 24-48 ore. Yoav Gallant, il ministro della Difesa israeliano, ha annunciato di aver “ordinato un assedio totale della Striscia di Gaza. Non ci sarà elettricità, né cibo, né carburante, tutto sarà chiuso, stiamo combattendo animali umani e agiamo di conseguenza“. Un portavoce militare israeliano ha fato sapere che l’esercito sta conducendo “attacchi su larga scala su diversi centri strategici appartenenti all’organizzazione terroristica di Hamas” in tutta la Striscia di Gaza.

Il bilancio dei morti è spaventoso: 800 vittime in Israele, 2.500 i feriti, moltissimi gravi. Si contano almeno 750 dispersi, 100 sarebbero ostaggi di Hamas: tra loro anche americani e tedeschi. Sul fronte palestinese invece ci sono almeno 560 morti, oltre 91 bambini, e 2.900 feriti. Tra le vittime numerosi stranieri, compresi 12 thailandesi. Un funzionario di Hamas a Doha in Qatar ha dichiarato che “nessun negoziato possibile” al momento con Israele.

Benyamin Netanyahu, il premier israeliano, ha incontrato i sindaci delle cittadine israeliane a ridosso della Striscia e assicurato che la risposta israeliana all’attacco di Hamas da Gaza “cambierà il Medio Oriente” e aggiunto che “lo Stato non lascerà nulla di intentato per aiutarvi“.

Mousa Abu Marzouk, un alto funzionario di Hamas, ha confermato al notiziario in lingua araba al-Ghad che il gruppo ha fatto prigioniere oltre 100 persone. A questi si aggiungo i 30 che si dice siano nelle mani della Jihad islamica palestinese. Tra gli ostaggi si presuppone ci siano due cittadini messicani, diversi cittadini tedeschi e alcuni americani. Il portavoce delle forze di difesa israeliane – il maggiore Doron Spielman – ha dichiarato che Israele “farà qualsiasi cosa” per liberare e restituire gli ostaggi che sono stati portati a Gaza. Mentre l’ufficio Affari umanitari delle Nazioni Unite ha segnalato oltre 123mila sfollati nella Striscia di Gaza, Cbs dà notizia che gli americani uccisi sarebbero almeno 9, i britannici morti o dispersi invece secondo Sky News sarebbero oltre 10 (tra questi un militare israeliano con passaporto anche britannico).

Durante il blitz notturno, le Forze di difesa israeliane hanno trovato 80 terroristi nel Paese. Lo riferiscono fonti dell’Esercito. Daniel Hagari, il portavoce militare israeliano, ha dichiarato che leader di Hamas a Gaza “Yahya Sinwar è il comandante dell’operazione ed è un uomo morto” aggiungendo che “la leadership militare e politica di Hamas, tutte le sue strutture sono attaccabili e condannate“. Israele ha richiamato anche i riservisti e tra questi ci sarebbero anche circa 20 italiani con doppia cittadinanza.

Secondo alcuni testimoni presenti sul posto alcuni aerei israeliani hanno bombardato il mercato ortofrutticolo di Jabalia. I testimoni hanno parlato di decine di cadaveri. Dall’ospedale di Gaza è stato riferito che i morti sono oltre 50 e che gli abitanti del posto hanno prestato soccorso si numerosi feriti.

L’appoggio dell’Iran e la condanna della Lega Araba

Da Teheran confermano “l’incrollabile” appoggio alla Palestina ma dichiarano di non essere coinvolti nell’attacco di Hamas a Israele: «noi appoggiamo orgogliosamente e incrollabilmente la Palestina, tuttavia non siamo coinvolti nella risposta palestinese che è stata condotta solo dai palestinesi. L’azione della Resistenza palestinese è stata una difesa pienamente legittima contro i crimini e le usurpazione dell’illegittimo regime sionista».

Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Nasser Kanani ha dichiarato che “in caso di mosse folli” da parte di Israele, la risposta dell’Iran sarà “distruttiva“.

Dalla Lega degli Stati Arabi ha reso noto, tramite il suo segretario generale Ahmed Abu al-Gheit (attualmente in Russia impegnato in colloqui con il ministro degli Esteri Lavrov) che la Lega rifiuta “incondizionatamente la violenza, ma da entrambe le parti” e concorda con Lavrov per “l’importanza e alla necessità di raggiungere” un accordo per “un cessate il fuoco immediato“. Dalla Lega araba arriva anche la notizia di una riunione per discutere dell'”aggressione israeliana alla Striscia di Gaza“, avrà luogo al Cairo intende trovare “vie di azione politica a livello arabo e internazionale“.

L’Egitto invece ha annunciato di aver contattato sia Israele sia Hamas chiedendo di “prevenire un’ulteriore escalation” nei combattimento e ha chiesto ai palestinesi di garantire la protezione degli israeliani in ostaggio.

I vertici di Hezbollah avrebbero garantito al ministro degli Esteri libanese Abdallah Bou Habib che non interverranno nel conflitto in corso, a meno che non venga attaccato direttamente da Israele. Secondo alcune fonti locali citate dalla France Presse sarebbero avvenuti dei bombardamenti israeliani sul sud del Paese, ma gli Hezbollah hanno smentito la notizia. secondo quanto riporta il portavoce militare israeliano nel territorio di Israele sarebbero stati presenti alcuni infiltrati dal Libano e ha invitato la popolazione di numerose località di chiudersi in casa dato che “almeno quattro terroristi sono coinvolti in sparatorie” con i soldati d’Israele che si “si sono dispiegati nella zona“. L’esercito ha poi dato notizia dell’uccisione dei sospettati spiegando che alcuni elicotteri stanno “colpendo nell’area” e i soldati setacciando la zona.

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che Mosca e la Lega Araba hanno chiesto unitamente il cessate il fuoco: «abbiamo confermato la nostra posizione sull’inaccettabilità di qualsiasi violenza. Sia la Lega che la Federazione Russa, in parallelo, quasi all’unisono, hanno chiesto che cessi ogni ostilità, ogni violenza e il passaggio ai negoziati di pace». Lavrov ha aggiunto che per risolvere la crisi in Medioriente occorre creare “uno Stato palestinese che, come previsto dalle decisioni dell’Onu, viva fianco a fianco con Israele”.

Strage al Rave party

I razzi lanciati da Hamas hanno colpito anche l’area in cui era in pieno svolgimento il Nova Music Festival: sono stati già recuperati 260 cadaveri ma il bilancio potrebbe aumentare. Non solo razzi: i terroristi aspettavano i giovani fuori dalle uscite di emergenza e diversi video mostrano gli attacchi dei miliziani. «È stato un massacro, non ho mai visto nulla di simile in vita mia – ha detto un medico di emergenza israeliano, Yaniv, citato dalla Bbc -. Un agguato, le squadre di terroristi li aspettavano davanti alle uscite di emergenza».
Secondo il Times of Israel, al rave hanno partecipato migliaia di israeliani di età compresa tra i 20 ei 40 anni provenienti da tutto il paese, ma ci sarebbero anche cittadini stranieri.

Reazioni internazionali

Josep Borrell, Alto rappresentante Ue per la Politica Estera, ha convocato per domani 10 ottobre un Consiglio Affari Esteri d’emergenza sulla situazione in Israele e Medio Oriente.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani critica duramente Hamas: «non vuole nessun tipo di dialogo e vuole allontanare il mondo arabo da Israele. Gli accordi di Abramo puntano alla pace. Sono Stato in Arabia pochi giorni fa e Riad non vuole certamente la guerra, dialoga con Israele. Hamas vuole dividere Israele da questi Paesi arabi con cui c’è dialogo e vuole accendere lo scontro pensando di avere il sostegno dell’Iran. Non ci sono prove di un’organizzazione dell’attacco da parte iraniana ma certamente non piacciono i festeggiamenti in parlamento a Teheran dopo l’aggressione da parte di Hamas. Dobbiamo lavorare per la pace ma nessuno può pensare di cancellare Israele dalla carta geografica». Tajani ha aggiunto che non sono arrivate notizie negative su concittadini italiani in Medio Oriente, e che è stato innalzato il livello di guardia su potenziali obiettivi.

Pia Di Benetto, un’italiana bloccata a Tel Aviv intervistata da LaPresse ha raccontato: «siamo bloccati in un paese straniero che ha dichiarato lo stato di guerra il 7 ottobre. Qui c’è tantissima gente bloccata in aeroporto a Tel Aviv. La Polonia e la Bulgaria hanno mandato l’aereo militare, Italia, Spagna, Francia e Germania niente. Ci sono circa 250 italiani non residenti che aspettano, come noi, di tornare a casa. Siamo disperati, veniteci a prendere. Da sabato – aggiunge – siamo stati costretti a stare in una safe house, una stanza di cemento armato mentre fuori suonavano le sirene. Non potevamo uscire. Siamo riusciti miracolosamente ad arrivare in aeroporto. Dopo che ci hanno cancellato il volo di stanotte, abbiamo contattato l’ambasciata che ci ha detto di cercarci un volo dell’El Al perché è l’unica compagnia che ha dei sistemi anti missilistici. Dopo cinque ore di attesa ci hanno detto che i biglietti erano finiti».

di: Micaela FERRARO

aggiornamenti: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: EPA/HAITHAM IMAD