Il bilancio dei morti è arrivato a 600. Iran a sostegno della Palestina. Più di 100 ostaggi israeliani nelle mani di tre fazioni palestinesi. Hezbollah minaccia Usa e Israele. Diversi americani morti in Israele
Sale costantemente il bilancio delle vittime dell‘attacco a sorpresa Hamas in Israele avvenuto ieri, 7 ottobre.
Gli israeliani morti sono 600. Tra questi ci sono civili uccisi nelle loro case e per strada e anche alcuni militari. Il numero degli israeliani feriti e ricoverati in ospedale è 2048. Circa 750 dispersi e oltre 100 ostaggi israeliani di Hamas nella mani di tre fazioni palestinesi: Hamas, Jihad islamica e Brigate dei Martiri di Al Aqsa.
Lo sostengono fonti locali nella Striscia.
L’esercito israeliano ha ucciso più di 400 terroristi palestinesi nel sud di Israele e nella Striscia di Gaza, catturato altri terroristi e ha condotto 500 attacchi sulla Striscia. Tra questi è stato ucciso Ayman Younis, leader Hamas della zona. Il bilancio dei morti provocati dai raid israeliani su Gaza è salito a 370.
Sembra che ci siano anche diversi americani uccisi in Israele. Antony Blinken dice di essere al lavoro.
L’Israele è ufficialmente in guerra. Lo ha deciso ieri sera il gabinetto di sicurezza israeliano autorizzando “attività militari significative”. Ad annunciarlo è stato l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, come riporta Times of Israel.
Nel frattempo, Hashem Safi al-Din, capo del Consiglio esecutivo di Hezbollah, ha minacciato Usa e Israele: “la violazione dei luoghi santi islamici e il superamento di tutte le linee hanno portato all’operazione di Hamas Diluvio su Al-Aqsa contro Israele. L’intera nazione islamica si unirà al diluvio se persisterà nella sua follia”.
Il presidente iraniano Ebrahim Raisi è entrato a stretto contatto con i leader di Hamas e della Jihad islamica e ha avvertito che: “il suo Paese sostiene la legittima difesa della nazione palestinese”.
Israele si prepara a evacuazione comunità nord del Paese
Il ministro della Difesa Yoav Gallant ha dichiarato che bisogna prepararsi all’evacuazione delle comunità nel nord di Israele.
Meloni sente Netanyahu: “al vostro fianco”
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto un colloquio telefonico con Benjamin Netanyahu. “Meloni ha ribadito la piena solidarietà del Governo italiano per gli attacchi subiti e la vicinanza ai familiari delle vittime, agli ostaggi e ai feriti. Il Governo lavorerà con i partner internazionali per coordinare il sostegno. L’Italia è al fianco del popolo israeliano in questo difficile momento”, si legge in una nota di Palazzo Chigi.
Anche Zelensky ha ribadito il suo appoggio a Netanyahu per telefono.
E poi Tajani: «Egitto, Giordania e Arabia Saudita possono avere certamente un ruolo importante di mediazione. Mercoledì è in programma il mio incontro con il presidente egiziano Al Sisi. Al Cairo io chiederò di evitare una escalation e di fare in modo che ci sia, invece, una de-escalation».
Nel frattempo arriva un messaggio del Papa: «armi e attacchi si fermino, per favore. Preghiamo perché ci sia la pace in Israele e in Palestina. Esprimo la mia vicinanza alle famiglie delle vittime, prego per loro e per tutti coloro che stanno vivendo ore di terrore e di angoscia». Lo ha detto alla fine dell’Angelus in Piazza San Pietro.
Onu: “20mila palestinesi rifugiati nelle nostre scuole”
L’Onu per i rifugiati palestinesi ha detto che oltre 20mila persone si sono rifugiate in 44 delle sue scuole a Gaza. L’agenzia ha affermato che tre delle sue scuole hanno subito danni “collaterali” a causa degli attacchi aerei israeliani.
Alessandria d’Egitto, poliziotto spara contro turisti israeliani
Nel frattempo, un gruppo di turisti israeliani ha subito un attacco ad Alessandria d’Egitto mentre si trovava a bordo di un bus. A riportarlo sono i media arabi, citati da Haaretz, precisando che sono morti due israeliani e un egiziano.
A sparare, nella zona del santuario Aumid Al-Sawari, è stato un agente di polizia. È quello che riferisce l’emittente egiziana Extra News citando una fonte della sicurezza. Il poliziotto è stato arrestato.
“Durante una visita turistica di un gruppo di israeliani ad Alessandria d’Egitto, un locale ha aperto il fuoco contro di loro, uccidendo due civili israeliani e la guida egiziana locale. Il ministero e l’ambasciata al Cairo stanno collaborando con il Consiglio di sicurezza nazionale, l’Ufficio del primo ministro e l’Idf nei confronti delle autorità egiziane al fine di rimpatriare i cittadini israeliani il prima possibile”.
Lo ha fatto sapere il ministero degli Esteri a Gerusalemme.
La controffensiva
Durante l’ultima ora, aerei da combattimento israeliani hanno colpito “tre quartier generali militari appartenenti a organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza”: Hamas e la Jihad islamica. Tra gli arruolati come riservisti anche l’ex premier israeliano Naftali Bennett. A scriverlo sono i media che mostrano un filmato di Bennett con indosso una uniforme.
Nel corso del conflitto Israele ha comunicato di aver colpito almeno 10 obiettivi di Hamas tra cui anche quartieri generali dell’intelligence del gruppo.
Nella notte l’aviazione israeliana ha colpito più volte Hamas a Gaza e l’esercito sta lavorando per liberare le comunità a ridosso di Gaza dai miliziani armati dell’organizzazione infiltratisi in quelle zone, che hanno preso numerosi ostaggi portati nell’enclave palestinese.
Kan, emittente tv, ha riferito che una coppia israeliana in ostaggio a Ofakim è stata salvata, con tre soldati “moderatamente e leggermente feriti” e i sequestratori uccisi. Le forze israeliane hanno ripreso il controllo completo della stazione di polizia nella città di Sderot e che 10 terroristi sono stati uccisi. Gli insediamenti liberati al confine con la Striscia di Gaza ci sono: Sofa, Kerem Shalom, Nirim, Naziv Hatara, Nir Oz, Hulit, Nir Am, Nir Yitzhak, Beer Sheva, Sde Yemen, Magen e Urim.
Cina preoccupata per escalation violenza
La Cina è altamente preoccupata per l’escalation di tensione e violenza tra Palestina e Israele. A dirlo è stato un portavoce del ministero degli Esteri cinese. La Cina chiama “le parti pertinenti a mantenere moderazione e calma, a fermare immediatamente gli scontri, a proteggere i civili e a impedire alla situazione di avviarsi verso un deterioramento”. La nota sottolinea “le difficoltà e la stagnazione a lungo termine dei processi di pace insostenibili. Il modo fondamentale per placare le ostilità risiede nell’attuazione dei ‘due Paesi’ e nella creazione di uno stato palestinese indipendente”.
Anche il governo cubano esprime preoccupazione. Il Ministero degli Esteri ha precisato che il conflitto è “una conseguenza di 75 anni di violazione permanente dei diritti inalienabili del popolo palestinese e della politica aggressiva ed espansionistica di Israele”.
Portavoce Hamas: “Iran ci ha sostenuto nell’attacco”
L’Iran ha dato il proprio sostegno a Hamas per permettergli di lanciare l’attacco a sorpresa. Lo ha comunicato il portavoce di Hamas, Ghazi Hamad, alla Bbc.
Hezbollah, che ha rivendicato la responsabilità dei colpi di mortaio sparati dal Libano verso il nord di Israele, ha dichiarato di averlo fatto in solidarietà con la “resistenza palestinese”. In una nota, il gruppo libanese comunica di aver preso di mira tre siti militari israeliani nelle “fattorie di Sheeba”, la regione contesa di Mount Dov.
Gli Stati Uniti però comunicano che è troppo presto per dire se l’Iran è o meno implicato nell’assalto. Usa e Israele nel frattempo stanno discutendo un possibile aiuto militare.
Lo afferma un funzionario dell’amministrazione americana. Un annuncio da parte di Washington potrebbe arrivare già oggi.
Lufthansa e Air France cancellano voli da e per Israele
Lufthansa e Air France hanno cancellato tutti i voli da e per Israele fino a domani 9 ottobre.
A riportarlo è il sito ufficiale della compagnia aerea tedesca che informa, che “le decisioni sul prossimo programma dei voli verranno prese all’inizio della settimana”.
Netanyahu: Sarà una guerra “lunga e difficile”
Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha comunicato che il suo Paese si sta “imbarcando in una guerra lunga e difficile, imposta dal movimento palestinese Hamas, che ha compiuto un attacco senza precedenti in territorio israeliano”.
In segno di solidarietà Palazzo Chigi, la sede del governo italiano, ieri sera, 7 ottobre, era illuminata con i colori della bandiera israeliana. La stessa cosa è avvenuta a New York dove si è illuminato l’Empire State Bulding e a Berlino con la Porta di Brandeburgo.
Crosetto: “area instabile. La Russia potrebbe inserirsi”
«Gli elementi di instabilità nella zona sono tanti, dalla Siria al Libano e Iran e Russia possono avere interesse a destabilizzare l’area. Sono preoccupato anche per i 1.200 soldati della missione Unifil dislocati al confine tra Israele e Libano. Lo scontro con Hamas è esploso al Sud, ma il rischio di destabilizzazione riguarda anche il Nord», aggiunge.
Notizie poi riguardo gli italiani: «non ci sono notizie negative sugli italiani in Israele. Sono 18mila i nostri connazionali che vivono lì molti hanno doppio passaporto, e ci sono anche i militari, chiamati al servizio di leva, e ci sono circa 500 turisti italiani che sono temporaneamente in Israele, e abbiamo calcolato che sono una decina quelli che si trovano nella Striscia di Gaza, dove ci sono i carabinieri che formano i poliziotti palestinesi», ha aggiunto.
Le testimonianze
«Ora siamo in hotel. Stiamo tutti bene. Eravamo al Muro del Pianto e ci hanno mandato in un tunnel per due volte, perché Hamas stava attaccando Gerusalemme. C’era la possibilità che cadessero dei missili al tempio. Abbiamo sentito dei colpi e poi la guida ci ha fatto uscire perché era troppo pericoloso restare. La Spianata del Tempio non si può visitare. Al Tempio c’era un grosso gruppo di ragazzi che inneggiava contro Hamas». È quanto testimonia un parroco veneto, don Mirko Dalla Torre, da Gerusallemme. Si trova in pellegrinaggio con 35 fedeli della comunità di Sernaglia della Battaglia (Treviso). Lo riporta il sito de L’Azione.
È diventato virale il video di Noa, ragazza che viene rapita e portata via in moto. Nelle immagini si vede la ragazza terrorizzata, mentre viene allontanata dal compagno Avinatan. Poi un video di Noa seduta su una specie di divano mentre beve dell’acqua, ma nessun’altra informazione.
La ragazza si trovava nel deserto, vicino al Kibbutz Re’im, vicino alla Striscia di Gaza, dove migliaia di giovani stavano festeggiando il “Sukkot”. Diversi video sui social raccontano questa scena.
di: Alice GEMMA
FOTO: EPA/YAHYA ARHAB