Secondo un sondaggio di Maariv per l’80% degli israeliani Netanyahu deve assumersi le sue responsabilità

Prosegue serrata la missione diplomatica di Washington culminata con la visita di Joe Biden. Il presidente ha ribadito tutta la vicinanza degli Stati Uniti a Israele. Nel suo discorso alla Nazione, ricorda anche “l’umanità dei palestinesi innocenti che vogliono solo vivere in pace e avere un’opportunità“. Il gesto distensivo non sarebbe comunque stato accolto dalla Palestina.

Secondo una fonte “palestinese a Ramallah che non è a conoscenza dei dettagli“, durante la permanenza in Israele lo staff di Biden aveva cercato di organizzare un incontro fra il presidente e Abu Mazen. Il leader dell’Autorità Palestinese però avrebbe rifiutato la richiesta di una telefonata, pur rimanendo le due equipe in contatto.

Intanto è arrivato in supporto alla mediazione anche il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, atterrato nel nord del Sinai questa mattina. Le Nazioni Unite denunciano che “per quasi due settimane, Gaza è rimasta senza spedizioni di carburante, cibo, acqua e medicine“. Lo scopo principale della missione è quello di fornire “aiuti umanitari fondamentali alla popolazione di Gaza“.

Nel frattempo, però, gli aiuti umanitari non entreranno nella Striscia prima di domani, sabato 21, “o giù di lì”, lo comunica il responsabile per le emergenze delle Nazioni Unite Martin Griffiths. L’Ufficio sottolinea anche come al momento a Gaza le persone dispongano di tre litri di acqua a testa. Per soddisfare tutte le necessità (idratazione, cucina e igiene) ne sarebbero necessari 100 (dati dell’Oms). Già prima della crisi la carenza idrica nella Striscia garantiva solo 84 litri a persona.

L’Ue si smarca: «la nostra posizione è che non è il momento di una pausa umanitaria» dichiarano fonti europee, precisando che si tratta della “posizione della Commissione e del Consiglio, dato che nessun Paese membro lo ha chiesto“.

Domani il presidente egiziano al-Sisi ospiterà al Cairo un summit internazionale incentrato sulla crisi in Medio Oriente. Giorgia Meloni ha accettato l’invito e “molto probabilmente” in seguito volerà anche in Israele. Una visita di poche ore allo scopo di ribadire il sostegno italiano al premier Netanyahu. Al Cairo dovrebbe essere presente anche Abu Mazen.

Sondaggio: per l’80% degli israeliani Netanyahu deve assumersi le sue responsabilità

Mentre la controffensiva contro gli obiettivi di Hamas prosegue nella Striscia, non manca in Israele un acceso dibattito interno sulle responsabilità di ciò che sta accadendo.

Secondo un sondaggio del quotidiano Maariv, l’80% degli israeliani ritiene che Netanyahu debba assumersi pubblicamente le sue responsabilità e i suoi fallimenti nel prevenire gli attacchi. Fra questi rientra anche un 69% di campione che ha affermato di aver votato per lui.

Il 65% delle persone si sono poi dette favorevoli all’invasione di terra della Striscia.

In Egitto oggi, dopo la preghiera del venerdì, in diverse città sono esplose massicce manifestazioni pro-Palestina. A Giza cori come “con l’anima e con il sangue difendiamo Al Aqsa”, la moschea di Gerusalemme, e “colpisci Tel Aviv”. Proteste anche nella Capitale, in migliaia al Cairo in piazza Tahrir, e in diverse altre città.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/KHALED ELFIQI