summit cairo

Ad aprire i lavori il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi

Oggi, 21 ottobre, è in corso di svolgimento il vertice di pace internazionale al Cairo, Egitto, a seguito dell’attacco di Hamas in Israele avvenuto il 7 ottobre.

Il vertice

A prendere parola per primo è stato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi rivolgendosi ai leader presenti.

«Ci troviamo davanti a una crisi senza precedenti che richiede attenzione totale. Per questo vi ho chiamati a lavorare insieme su una nuova road map che metta fine alla crisi umanitaria – ha detto il presidente – La necessità è quella di stabilire negoziati che aprano la via a una soluzione a due Stati. La soluzione al conflitto in Medio Oriente è la proclamazione dello Stato palestinese. L’Egitto rifiuta categoricamente la liquidazione della causa palestinese e Israele non può continuare la colonizzazione della Palestina. La soluzione è la giustizia, il diritto inalienabile all’autodeterminazione. Dobbiamo prevenire l’allargamento del conflitto che può mettere a rischio la stabilità della regione, tornare al tavolo di negoziazione per arrivare a un cessate il fuoco».

Abdel Fattah al Sisi si è rivolto alla comunità internazionale chiedendo di fornire protezione alla popolazione palestinese e ai civili innocenti nella Striscia di Gaza. Ha comunicato di essersi impegnato al massimo dal primo momento per trasportare aiuti a Gaza tramite il valico di Rafah “nonostante i ripetuti bombardamenti effettuati per impedirlo”.

È poi intervenuto il presidente palestinese Abu Mazen: «non lasceremo mai la nostra terra, non lasceremo mai la nostra terra». Lo ha ripetuto due volte durante il suo intervento al summit.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, presente al Cairo al vertice della Pace, ha confermato quanto detto dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi: «serve una soluzione a due Stati, i diritti dei palestinesi sono legittimi. Al valico di Rafah ho constatato una catastrofe umanitaria. Al di là del confine ci sono due milioni di persone tra cui bambini che necessitano di aiuti. Sono grato all’Egitto per il ruolo che ha avuto e lancio un appello a una tregua umanitaria».

Re Giordania: “quanto sta accadendo è un crimine di guerra”

«Il bombardamento incessante della Striscia di Gaza è crudele e inconcepibile a tutti i livelli. È una punizione collettiva di una popolazione assediata e indifesa. È una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario. È un crimine di guerra – ha detto il re di Giordania Abdullah durante il suo intervento al vertice – In qualsiasi altro luogo, attaccare le infrastrutture civili e affamare in modo deliberato un’intera popolazione, lasciandola senza cibo, acqua, elettricità e beni di prima necessità sarebbe condannato. Il messaggio che il mondo arabo sta ascoltando è forte e chiaro: le vite palestinesi contano meno di quelle israeliane, l’applicazione del diritto internazionale è facoltativa e i diritti umani hanno dei limiti: si fermano ai confini, si fermano alle razze, si fermano alle religioni».

di: Alice GEMMA

FOTO: EPA/EGYPTIAN PRESIDENTIAL OFFICE / HANDOUT