Onu: causa mancanza carburante operazioni umanitarie cesseranno entro 48 ore
Secondo i dati rilasciati dal ministero della Salute di Gaza, gestito da Hamas, il bilancio delle vittime causate dal malfunzionamento dell’ospedale Al-Shifa è di 7 neonati e 27 malati adulti ricoverati in terapia intensiva. L’Onu da notizia della morte anche di almeno tre infermieri all’interno dello stesso ospedale, che è circondato da battaglie e non può garantire le cure necessarie ai malati. L’Onu in un bollettino diffuso dalla Bbc ha inoltre reso noto che sono state danneggiate infrastrutture vitali dell’ospedale, come la macchina per produrre ossigeno, i serbatori d’acqua e un pozzo, l’unità cardiovascolare e il reparto maternità. Le Nazioni Unite hanno avvisato che a causa della mancanza di carburante le operazioni umanitarie a Gaza “cesseranno entro 48 ore“.
Osama Hamdan, alto esponente di Hamas dal Libano, ha sostenuto che “la nostra posizione sul dossier prigionieri è stata chiara fin dall’inizio e si riferisce a un completo scambio di prigionieri“, mentre Israele ha annunciato una pausa umanitaria di quattro ore (dalle 10 fino alle 14) nell’agglomerato urbano di Rafah, parlando di “sospensione tattica” delle attività militari.
Secondo quanto riporta il portavoce militare israeliano, l’esercito avrebbe ucciso “una squadra terroristica insediatasi nell’area dell’ospedale ‘Al-Quds’ a Gaza che dall’ingresso dell’ospedale ha sparato contro i soldati“, il portavoce ha inoltre aggiunto che “i terroristi eliminati sono stati 21“. Il premier Benjamin Netanyahu ha dichiarato: «chi pensa di poter estendere gli attacchi contro le nostre forze e i nostri civili gioca con il fuoco. Al fuoco risponderemo con un fuoco ancora maggiore. Non ci mettano alla prova. Finora abbiamo mostrato solo una minima parte delle nostre potenzialità».
Il primo ministro palestinese, Mohammed Shtayyeh, ha chiesto all’Onu e all’Unione europea di “paracadutare gli aiuti” nella Striscia di Gaza.
Anche l’Organizzazione mondiale della sanità lancia un monito e chiede un il cessate il fuoco. Su X il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus scrive: «l’Oms è riuscita a mettersi in contatto con gli operatori sanitari dell’ospedale Al-Shifa di Gaza. La situazione è terribile e pericolosa. Sono trascorsi tre giorni senza elettricità, senza acqua e con una connessione Internet pessima, il che ha gravemente compromesso la nostra capacità di fornire cure essenziali. Le continue sparatorie e bombardamenti nella zona hanno esacerbato la situazione già critica. Tragicamente, il numero di pazienti deceduti è aumentato in modo significativo. Purtroppo l’ospedale non funziona più come ospedale. Il mondo non può restare in silenzio mentre gli ospedali, che dovrebbero essere rifugi sicuri, si trasformano in scenari di morte, devastazione e disperazione. Cessate il fuoco. Ora».
Secondo quanto riporta il viceministro della Sanità di Hamas, Youssef Abu Rish, sarebbero fuori servizio tutti gli ospedali nel nord della Striscia.
L’alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell, giunto al Consiglio Affari Esteri, ha sostenuto l’importanza di “iniziare a parlare del dopo guerra a Gaza, non solo di ricostruzione ma di offrire ai palestinesi una soluzione inclusiva: presenterò una serie di opzioni, cose che dovremmo fare e cose che non dovremmo fare“.
Intanto non si placa la situazione né a Gaza né nelle zone limitrofe. Gli Stati Uniti hanno attaccato nuovamente la Siria per colpire siti collegati all’Iran, ha spiegato in una nota il segretario alla Difesa Lloyd Austin. Nell’attacco almeno 8 combattenti (di cui almeno uno siriano e due iracheni, secondo quanto si apprende) sono stati uccisi. Lo rende noto l’Ong siriana Osservatorio siriano per i diritti umani. Intanto il presidente statunitense Biden ha avuto un colloquio telefonico con l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani. Il portavoce militare israeliano ha sostenuto che a seguito del lancio dei missili dal Libano con un attacco aereo sono state colpite “postazioni e siti terroristici di Hezbollah” e ha aggiunto che tra gli obiettivi ci sono “infrastrutture del terrore, depositi di armi e centri operativi di comando degli Hezbollah“.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato che l’Italia “è in prima fila per l’aiuto alla popolazione civile di Gaza e siamo disposti a curare in Italia i bambini palestinesi feriti“, aggiungendo che al centro del vertice di Bruxelles “c’è stato il documento italo-franco-tedesco, che ha come obiettivo quello di isolare Hamas, impedirgli di nuocere, ridurre i suoi finanziamenti ed evitare che ci sia un’impennata di antisemitismo in Europa e nel mondo“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/ABIR SULTAN