Dalla terra allo spazio in sicurezza, la garanzia del Made in Italy a servizio della Difesa e dell’esplorazione spaziale
Il Made in Italy rappresenta una carta vincente in tutti i settori, non ultimo quello della Difesa che richiede continua innovazione. Arescosmo, infatti, nei suoi quasi 40 anni di vita ha mantenuto la sua sede e il centro produttivo entro i confini nazionali. Grazie a queste caratteristiche e ad una catena di approvvigionamento dei materiali prevalentemente italiana, ha saputo ritagliarsi un posto di prim’ordine accanto alle esigenze della Difesa italiana e non solo.
Ci raccontano le attività di Arescosmo il Chief Executive Officer Steven Taylor e il Direttore Affari Legali Valerio Apostolico.
Arescosmo nasce e cresce nel settore della Difesa, come si evolve fino a oggi?
«L’azienda nasce nel 1987 e inizialmente si dedica alla produzione di paracadute personali e stabilizzatori di traiettoria, dispositivi che consentono ai missili e ai siluri di entrare in acqua con una certa angolazione e che servono per frenare gli aerei in situazioni in cui è richiesta una frenata rapida. Da quel primo ambito si è poi passati alla produzione di Kit NBCR – nucleare, biologico, chimico, radiologico -, kit per la protezione dell’individuo contro agenti pericolosi, composti da tute, maschere, guanti e sovracalzari e forniti nell’ambito del progetto Forza Nec del programma Soldato Futuro. Oggi questi kit rappresentano il core business della Business Unit Difesa che si occupa altresì della produzione e manutenzione dei paracadute e di una serie di attività sui famosi aerei F-35. Per questi ultimi forniamo Enclosure ed ECU per la manutenzione della vernice che rende i velivoli invisibili ai radar».
Da dove parte lo sviluppo di un prodotto per la Difesa?
«Il settore della Difesa richiede studio costante e continuo sviluppo di nuove tecnologie e miglioramento di quelle esistenti. Noi ci interfacciamo con il Ministero, il Segretariato generale e i singoli reparti per ascoltare le esigenze del comparto e migliorare tecnicamente i nostri prodotti o svilupparne di nuovi. Un esempio è dato dalle tute, che oggi devono essere sempre più leggere e confortevoli e che in futuro saranno sempre più tech e più dotate, in grado di mantenersi in contatto con chi le controlla, di fornire tramite AI informazioni sull’ambiente e le condizioni psico-fisiche del soldato. O dal casco, dotato di un visore collegato all’unità di terra e quindi ottimizzato sia dal punto di vista del rapporto peso/forma che dell’integrazione con i device tech».
Arescosmo, dunque, ascolta le richieste e le esigenze del comparto e fornisce un equipaggiamento che possa prontamente rispondere. Il 90% delle attività di questa realtà è dedicato al Ministero della Difesa italiano ma Arescosmo guarda già oggi all’estero, da una parte operando come subfornitore di aziende internazionali, dall’altra collaborando con i Paesi partner del progetto Soldato Futuro.
Arescosmo conta anche una seconda Business Unit, quella dedicata allo Spazio…
«Esatto. Il fiore all’occhiello della Business Unit Spazio è la partecipazione alla missione ExoMars dell’ASI e dell’ESA (attualmente ferma per via del conflitto in Ucraina) con il paracadute più grande del mondo, 35 metri di diametro, che consentirà ad un rover di atterrare in sicurezza su Marte. Questo è sicuramente il progetto di punta della divisione che si accompagna ad altri studi portati avanti con fondi governativi e in collaborazione con l’ESA e la NASA, sempre su spinta di fondi statali ed europei. In particolare, attualmente siamo impegnati nello studio di sistemi di deorbiting che permettano ai satelliti a fine vita di uscire dalla loro orbita, così da evitare l’accumulo di detriti a livello atmosferico, e nello sviluppo di antenne in collaborazione con l’ASI. L’attualità ha causato certamente una battuta d’arresto per la divisione ma il nostro obiettivo è tenere in vita le attività perché, una volta ripartito il settore, la Business Unit Spazio ci consentirà di fare un balzo in avanti».
La ricerca è allo stesso tempo il motore e il carburante che muovono Arescosmo, protagonista della protezione dei soldati impegnati sul campo e dell’esplorazione spaziale.