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Si tratta di Saleh Al Arouri. Putin: “attentati in Iran scioccanti per crudeltà e cinismo”

Non si ferma la guerra nella Striscia di Gaza e giunge all’89esimo giorno.

I media iraniani hanno riferito di due esplosioni sulla strada che porta al cimitero dei martiri di Kerman, nell’Iran centrale, dove si trova la tomba di Qassem Soleimani, il capo delle forze Qods delle Guardie della Rivoluzione iraniana. Venne ucciso il 3 gennaio del 2020 in Iraq in un’operazione degli Stati Uniti.

Queste hanno provocato la morte di 103 persone e 171 feriti che sono stati portati d’urgenza all’ospedale cittadino.

Sembra che siano state causate da due borse-bomba presenti all’ingresso del cimitero: chi le ha fatte esplodere le avrebbe azionate a distanza grazie ad un telecomando. Questo è quello che riporta l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, riferendo che alcune fonti lo hanno detto al giornalista che si trova sul luogo delle esplosioni.

«I terroristi dietro l’esplosione nel cimitero di Kerman sono mercenari di potenze arroganti (termine che l’Iran usa per gli Stati Uniti e i suoi alleati) e saranno certamente puniti», ha riferito il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Ejei, citato da Irna.

Il governo iraniano ha dichiarato domani, 4 gennaio, giorno di lutto.

In un messaggio di cordoglio il presidente russo Vladimir Putin ha condannato come “scioccanti nella loro crudeltà e cinismo” gli attentati avvenuti oggi a Kerman. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti.

Yemen, Houthi rivendicano attacco a cargo diretto in Israele

Il portavoce militare del gruppo Houthi dello Yemen comunica che l’organizzazione ha “preso di mira” una nave portacontainer che si sta dirigendo in Israele. “Qualsiasi attacco degli Usa non passerà senza una risposta o una punizione”, ha aggiunto. Nel corso della notte passata l’agenzia per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (Ukmto) ha segnalato tre esplosioni nei pressi di una nave mercantile nello stretto di Bab el-Mandeb.

Gli Houthi dicono che i loro attacchi sono stati svolti “in solidarietà” con i palestinesi di Gaza.

Egitto sospende mediazione ostaggi dopo uccisione di Arouri

Il numero due di Hamas, il vicecapo del politburo Saleh Al Arouri, è stato ucciso in un raid israeliano a Beirut. Lo hanno riferito fonti della sicurezza di Hezbollah a l’Orient de Jour. La conferma arriva dalla televisione dell’organizzazione. Hamas ha, infatti, dichiarato che Arouri è stato ucciso in un “vile attacco sionista”.

Per questo motivo, l’Egitto ha deciso di sospendere ufficialmente suo ruolo di mediatore tra lo Stato ebraico e le fazioni palestinesi nei negoziati sugli ostaggi. Israele è stato informato di questa situazione. A riferirlo sono state fonti egiziane.

Si aggrava anche il bilancio delle vittime da inizio guerra: salgono a 22.313 morti mentre sono 57.296 i feriti nella Striscia di Gaza. Lo comunica il ministero della Sanità di Gaza, aggiungendo che il bilancio delle ultime 24 ore è di 128 palestinesi uccisi e 261 feriti.

Hezbollah: “uccisione di Al Arouri non resterà impunita”

È arrivato il commento di Hezbollah, che ha affermato che “l’assassinio” di Al Arouri “non resterà impunito”. Ahsan Attia dell’ufficio politico della Jihad islamica ha dichiarato che Israele “pagherà il prezzo dei suoi crimini, compreso l’assassinio di Saleh al-Arouri“.

Secondo i media libanesi nell’attacco è stato ucciso anche l’alto funzionario e membro del politburo di Hamas Kalil Al Hayya. In totale sono 6 le vittime.

Nel frattempo nelle più importanti città della Cisgiordania si sta svolgendo uno sciopero generale del commercio per protestare contro l’uccisione, avvenuta ieri a Beirut. Altre manifestazioni sono previste per oggi, 3 gennaio.

Al fronte

Oggi, 3 gennaio, l’esercito sta espandendo le operazioni nella zona centrale della Striscia di Gaza, nei pressi della città di Khan Yunis. Alcune fonti locali dicono che durante la notte l’aviazione ha bombardato a Ein Jallut, presso Nusseirat, cinque grattacieli che erano stati evacuati in precedenza su ordine dell’esercito.

Le truppe di terra israeliane avanzano nell’area compresa fra il campo profughi di el-Bureij e Nusseirat. Più a sud sono state trovate fortificazioni sotterranee di Hamas. All’interno di una scuola è stato trovato l’imbocco di un tunnel militare.

Medioriente, Tajani: “obiettivo evitare allargamento conflitto”

«Il primo obiettivo dell’Italia come presidente di turno del G7 è evitare che il conflitto in Medioriente si allarghi fino a coinvolgere altri Paesi. Il primo obiettivo politico, dell’Italia ma anche del G7, è evitare che il conflitto si allarghi», ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, rispondendo alla domanda se lo preoccupi un’escalation del conflitto aperta dal raid di ieri.

«Non c’è solo la guerra che si sta combattendo a Gaza ma c’è anche lo scontro con Hezbollah al confine settentrionale di Israele e ci sono i ribelli houthi dello Yemen che attaccano mercantili. Non è certamente facile ma ci auguriamo che il buon senso prevalga fra tutti, anche a Teheran, che non deve più sostenere i ribelli yemeniti, e anche a Gerusalemme, dove è giusto che il governo difenda l’integrità territoriale ma bisogna fare attenzione alla popolazione civile palestinese», ha detto ancora Tajani. 

Ministro Esteri Iran: “uccisione Al Arouri codarda operazione terroristica di Israele”

Il ministro degli Esteri dell’Iran, Hossein Amir-Abdollahian, ha detto che l’assassinio del vice capo del movimento islamista palestinese Hamas, Saleh al Arouri, è stata una “codarda operazione terroristica”. In un post su X ha detto “l’azione commessa dall’esercito israeliano dimostra che il regime sionista (Israele) non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi dopo settimane di crimini di guerra, genocidio e distruzione a Gaza e in Cisgiordania, nonostante il sostegno diretto degli Stati Uniti”.

Fonti diplomatiche arabe hanno riferito ad Haaretz che la morte di Al Arouri ha bloccato i negoziati per il raggiungimento di un accordo tra Israele e Hamas. I colloqui, hanno riferito le fonti, si starebbero focalizzando sulla prevenzione dell’escalation, in particolare nel nord di Israele. 

Il portavoce militare israeliano Daniel Hagari ha dichiarato: «Siamo in stato di allerta elevata di fronte a qualsiasi sviluppo». Al momento, ha precisato Hagari, “siamo concentrati nella guerra a Gaza”, consigliando alla popolazione di seguire le istruzioni che arrivano dal comando delle retrovie.

Nel frattempo il gabinetto di guerra israeliano si è riunito al ministero della Difesa di Tel Aviv. Al momento da Israele non sono arrivati commenti sul raid a Beirut.

Israele sembra non aver informato in anticipo gli Stati Uniti riguardo il raid che ha ucciso al-Arouri. Lo riporta Axios che ha citato alcune fonti, secondo le quali l’amministrazione Biden è stata informata mentre l’attacco era in corso. 

di: Francesca LASI

Aggiornamento di: Alice GEMMA

FOTO: EPA/YAHYA ARHAB