2 giugno

Forze armate e Forze di polizia a ordinamento militare per la prima volta godono della libertà sindacale e si aprono le procedure negoziali per il triennio 2022-2024

Il 20 aprile 2022 la Camera ha approvato definitivamente le “norme sull’esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare” con 282 voti a favore, nessun contrario e 130 astenuti (Lega e Fratelli d’Italia) dando il via a un rinnovamento nato in seno a una sentenza della Corte Costituzionale che aveva definito illegittima la parte dell’articolo 1475 comma 2 del Codice dell’ordinamento militare che vietava ai militari di avere al proprio interno delle associazioni a carattere sindacale ha accelerato il processo. La Corte Costituzionale ha definito incompatibile con l’articolo 11 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo il divieto riservato ai militari. Sulla scia di un prima proposta portata avanti nel 2014 nel luglio 2018 la proposta per l’apertura alla sindacalizzazione per le Forze armate e di polizia era stata sostenuta principalmente dal Movimento 5 Stelle.

Nel 1978 erano state istituite le “rappresentanze militari” per garantire forme di tutela giuridica, economica e previdenziale simile ai sindacati, ma con una serie di limiti come il divieto di organizzare scioperi. Divieto che comunque permane con la sentenza della Corte Costituzionale, inoltre rimane anche in essere la libertà sindacale dei singoli militari dato che viene mantenuto il divieto di aderire, per un militare, ad altre associazioni sindacali. 

Roma, 2 giugno 2023. ANSA/CLAUDIO PERI

Le associazioni sindacali

Il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, dopo la firma di due decreti sulla rappresentatività delle associazioni professionali a carattere sindacale, che sono in tutto 21 (di cui uno interforze rappresentativo per Esercito, Marina e Carabinieri, l’Usmia), ha indetto per il 24 aprile 2024 è l’inizio ufficiale delle procedure negoziali per il triennio 2022-2024 con la convocazione in funzione pubblica delle sigle sindacali. Le associazioni riconosciute sono quelle che al 31 gennaio 2023 avevano raggiunto il l 2% del totale dei dipendenti di ciascuna forza (la legge 46/2022 prevede che dal 27 maggio 2025 la quota salga al 4% e al 3% per le associazioni interforze).

Le sigle rappresentative per l’Esercito sono 6: Organizzazione sindacale italiana dei militari (Itamil), Sindacato italiano autonomo militari organizzato Esercito (Siamo Ei), Associazione sindacale dei professionisti militari italiani (Aspmi), Libera rappresentanza militare (Lrm), Unione sindacale militare interforze associati (Usmia) e Sindacato autonomo dei militari (Sam). Per la Marina tre: Sindacato nazionale Marina (Sinam), Sindacato italiano militari Marina (Sim Mm) e Unione sindacale militare interforze associati (Usmia). Per l’Aeronautica quattro: Associazione militari uniti in sindacato Aeronautica (Amus Am), Unione sindacale delle associazioni militari Aeronautica (Usami Am), Sindacato Aeronautica militare (Siam) e Sindacato unitario lavoratori militari (Siulm).

Per le forze di polizia a ordinamento militare sono stati riconosciuti 7 sindacati per l’Arma dei Carabinieri: Sindacato italiano militari Carabinieri (Sim Cc), Unione sindacale italiana Carabinieri (Usic), Pianeta sindacale Carabinieri assieme (Psc assieme), Associazione sindacale Carabinieri (Unarma), Nuovo Sindacato Carabinieri (Nsc), Sindacato unitario Carabinieri (Siul Cc) e Unione sindacale militare interforze associati (Usmia). Per la Guardia di Finanza sono tre: Unione sindacale italiana finanzieri (Usif), Sindacato nazionale finanzieri (Cgs – Sinafi Cgs) e Sindacato italiano lavoratori finanzieri (Silf).

Roma, 2 giugno 2023. ANSA/CLAUDIO PERI

Antonino Duca, Segretario Generale del Sindacato Autonomo dei Militari ci ha spiegato cosa comporti la firma del ministro Zangrillo: «in primis una vera e propria contrattazione, con procedure ben diverse da quelle concertative. In oltre 40 anni di attività, le rappresentanze militari hanno fatto la loro parte contribuendo ai miglioramenti collettivi del personale militari ma era uno strumento che, non essendo dotato di una vera propria contrattazione, risultava particolarmente limitativo. Oggi, oltre ad essere felici di questo cambiamento, ma c’è anche da prendere tutto il meglio fatto in 40 anni di Rappresentanza e portarlo nell’associazionismo professionale a carattere sindacale militare. Oggi più che mai il personale ha bisogno di una politica dei redditi, una previdenza dedicata e come detto poc’anzi un welfare attagliato alla specificità militare. Il Sindacato Autonomo dei Militari – SAM, quale associazione professionale a carattere sindacale rappresentativa per l’Esercito, è convocato in funzione pubblica il 24 aprile».

Come riporta il Sole 24 Oresecondo i calcoli del ministero dell’Economia, gli aumenti medi più alti, a regime (da gennaio 2025), saranno di 195,5 euro per i 292.500 dipendenti dei corpi di polizia, ossia per i circa 95mila dipendenti della Polizia di Stato, i 36.200 della Polizia penitenziaria, i 104.800 Carabinieri e i 56.500 Finanzieri. Le retribuzioni medie attuali si aggirano attorno ai 42mila euro annui, dai poco più di 40mila della Polizia penitenziaria ai 43.500 delle Fiamme Gialle”. E per quanto riguarda le Forze Armate “gli aumenti medi mensili a regime saranno di 187,7 euro. Oggi l’Esercito viaggia su una retribuzione media annua di 38.500 euro, l’Aeronautica di 43mila e la Marina di 42.500. Per i 33.800 Vigili del fuoco (38mila euro le retribuzioni medie attuali dei non dirigenti, 51.400 i direttivi e quasi 100mila euro i dirigenti) si prospettano buste paga più pesanti in media di 179,4 euro”.

Esercitazione Joint Star 2023, Sardegna, 22 Maggio 2023. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Le promesse del Governo

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso più volte la vicinanza sua e dell’Esecutivo alle forze dell’ordine e armate – come dopo le cariche della polizia avvenute a Pisa e Firenze durante le manifestazioni pro-Palestina – e l’obiettivo del governo è quello di mantenere le promesse fatte. A novembre 2023 con l’approvazione del “pacchetto sicurezza” sono state aumentate le tutele per le Forze dell’ordine oggetto di violenza, è stato introdotto un reato per punire chi partecipi e/o organizzi rivolte in carcere, con la premier che ha assicurato che “in base ai calcoli del Mef, tenendo conto della massa salariale e delle retribuzioni medie, e in base anche alle nostre priorità, non meno di 1,4 miliardi saranno destinati a Forze di polizia e Forze armate e altri 100 milioni ai Vigili del fuoco”. Durante l’incontro a Palazzo Chigi tra Giorgia Meloni e le organizzazioni sindacali e le rappresentanze del personale di Forze Armate, Forze di Polizia e Vigili del Fuoco la presidente del Consiglio, secondo quanto riferito da Ansa ha spiegato che “la ricaduta stimata dal miliardo e mezzo stanziato nella legge di bilancio per i rinnovi contrattuali del comparto Sicurezza e Difesa è un aumento medio delle retribuzioni che si aggira attorno al 5,8%”. La premier ha aggiunto che saranno 38 i milioni stanziati per la stipula della polizza assicurativa antinfortunistica a copertura dei rischi per il personale in divisa e che ci saranno misure compensative per il fatto che il comparto non gode di forme di previdenza integrativa con un primo stanziamento di 15 milioni di euro per il 2024-2025.

Giorgia Meloni alla consegna di una Lamborghini Urus alla Polizia di Stato a Roma, 12 dicembre 2023. ANSA/PALAZZO CHIGI ANSA

Aveva in quella sede ribadito Meloni che “abbiamo approvato la manovra economica per il 2024, che mette le basi per ulteriori passi avanti. Sulla base della manovra, abbiamo convocato per oggi una seduta specifica del Consiglio dei ministri che si occupa delle esigenze del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico e che riguarda anche i temi della sicurezza. Per quanto riguarda la manovra, la questione centrale è il tema del rinnovo dei contratti. Come sapete i contratti del comparto sono scaduti dal 2021 e sono tra quei contratti che hanno bisogno di essere rinnovati. Con la manovra noi stanziamo cinque miliardi di euro per la contrattazione collettiva nazionale di tutto il settore pubblico. In base ai calcoli effettuati dal ministero dell’Economia, tenendo conto della massa salariale e delle retribuzioni medie, e in base anche alle nostre priorità, noi riteniamo che di questi 5 miliardi non meno di 1,4 miliardi saranno destinati alle Forze di polizia e alle Forze armate e altri 100 milioni ai Vigili del fuoco. Dunque, complessivamente un miliardo e mezzo di euro interamente destinato al comparto che voi rappresentate”. La presidente, parlando del decreto legislativo sullo strumento militare a sindacati e rappresentanze del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico ha poi ribadito che si tratta di “un provvedimento al quale la Difesa ha lavorato molto e punta a superare un impianto anacronistico e riconosce la necessità di adeguare gli organici delle Forze armate in coerenza con gli accresciuti impegni in ambito nazionale e internazionale” che “consentirà di valorizzare le professionalità necessarie a affrontare le nuove sfide, anche a tutela dei nuovi domini, e di reclutare professionalità in servizio permanente ad alta e altissima specializzazione”.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI