L’Africa, terzo Continente per estensione, appartiene per la maggioranza del territorio al dominio dei climi tropicali, ma in alcune aree, sebbene limitate, si possono vivere climi temperati e freddi
Quando si fa riferimento al Continente nero si tende a pensare ai deserti, ai tramonti rosso fuoco, ai siti preistorici, alle foreste, alle tribù, ai villaggi remoti, e ad una grande varietà climatica, con il caldo che la fa da padrone. Tanto caldo, un caldo diverso dal nostro che si alterna tra secco e umido a seconda della stagione che si sta vivendo, ma che non si presenta come l’unica condizione climatica esistente in Africa. Ci sono infatti delle variazioni notevoli a seconda delle aree in cui ci si trova e la neve in alcune di queste non è una rarità. Tra le zone più fredde, che arrivano a toccare anche le temperature degli inverni europei, troviamo la porzione settentrionale del continente, che ha un clima mediterraneo con estati secche e inverni umidi, e la porzione più meridionale, l’area che si trova nei pressi di Città del Capo, la capitale del Sudafrica. I territori più freddi del Continente sono quelli montuosi come l’Alto Atlante in Marocco, l’Acrocoro Etiopico, l’altopiano sudafricano, il Lesotho e ovviamente quelli intorno alle vette più alte, il Ruwenzori e il Kilimangiaro. Queste, che sono le zone delle grandi catene montuose, sono caratterizzate da un clima mite grazie alla loro altitudine.
Rigogliose valli, definite dal contrasto tra il verde delle palme e il rosso mattone degli antichi edifici, e montagne di oltre 3.000 metri: è questo il paesaggio tipico dell’Alto Atlante, la catena montuosa situata in Marocco centrale considerata una delle zone più attraenti del Continente. Il ruolo di questo imponente massiccio, che raggiunge i 4.167 metri di altitudine, è proprio quello di limitare il caldo torrido proveniente dal deserto, aiutando così le città del Centro e del Nord del Paese a beneficiare di un clima decisamente più vivibile e gradevole. Grazie al suo complesso di tornanti a gomito, alte vette, passi da valicare, strade montuose e canyon riuscirebbe a far innamorare qualsiasi amante di escursionismo o trekking. Nel periodo invernale i monti si ricoprono di neve ed è quindi necessario essere attrezzati a temperature rigide per non battere i denti, ma anche per sfruttare la vacanza al meglio, magari con una sciata nelle località più rinomate. La più frequentata è Oukaïmeden, a 70 chilometri da Marrakech, che, rispetto agli standard europei, è ad un livello nettamente inferiore: visitarla però potrebbe essere stimolante per conoscere paesaggi variegati e per conciliare lo sport con una cultura diversa dalla nostra. Non sempre, però, c’è bisogno di spostarsi in montagna per scappare dal caldo torrido perché quando sulle cime nevica, un vento piuttosto gelido spira verso Sud e raggiunge il deserto dove il termometro sale e scende toccando i 2-3ºC nelle notti d’inverno, e oltre 45-50ºC nelle giornate d’estate.
Spostandosi appena sopra l’Equatore si scopre un altro territorio il cui il clima muta in funzione dell’altitudine: è l’Etiopia, Paese contraddistinto dall’Acrocoro Etiopico, altopiano spesso chiamato “Tetto d’Africa” per l’ampia e alta area che occupa (le cime arrivano anche a 4.550 metri). Anche qui il trekking è l’attività favorita, il Parco Nazionale del Simien è infatti il luogo ideale per una magica avventura in tenda sopra i 3.000 metri e per vivere uno dei più affascinanti paesaggi africani. Anche la capitale etiope, Addis Abeba, è situata ad un’altezza non indifferente, 2.300 metri sul livello del mare ed è per questo motivo che ha un clima molto piacevole: le notti sono fresche (da novembre a febbraio le minime scendono sotto i 10ºC), le giornate sono calde ma non troppo (23-25ºC) tranne nella stagione delle piogge, da luglio a settembre, quando le temperature scendono di qualche grado. Le altre città situate sull’altopiano che quindi godono di un clima simile sono Gore, Gondar e Bahir Dar.
Continuando il nostro viaggio verso Sud, arriviamo nel Paese più meridionale del Continente, il Sudafrica, l’area forse conosciuta come la più “fredda” dell’Africa. Il suo territorio è infatti interamente ricoperto da un altopiano costituito da un clima subtropicale con inverni soleggiati e secchi ed estati moderatamente calde. Nella parte occidentale dell’altopiano (dove si trova anche il deserto del Namib) il clima è arido e fresco, mentre in quella orientale, dove si trovano Johannesburg e Pretoria, le piogge sono numerose. Le notti invernali sono fredde soprattutto nella parte centro-meridionale (Great Karoo) dove, a causa delle irruzioni fredde di origine antartica, le temperature possono scendere anche sotto i -10ºC. La città più fredda è Sutherland, posta a 1.450 metri di quota, il suo record è di -16°C, un dato registrato nel luglio 2003. Il Sudafrica è una meta molto ambita anche per una sua particolarità, la presenza dei pinguini: chi l’ha detto che questi vivono solo tra i ghiacci? Si tratta dei famosi pinguini di Boulders Beach, la spiaggia di sabbia e rocce di granito vicino a Simon’s Town, ex stazione baleniera e villaggio di pescatori che si affaccia sulla False Bay. Da qui gli iceberg dell’Antartide sono molto lontani ma le acque gelide del Circolo polare arrivano lo stesso grazie alle correnti, artefici anche dello spostamento dei pinguini i quali con il tempo si sono saputi adattare a temperature ben più alte, sebbene non calde (le minime in inverno arrivano a 5-6ºC).
Nessuna di queste zone è però quella più fredda, ad avere questa nomina è il Lesotho, enclave del Sudafrica prevalentemente montuosa, priva di sbocchi sul mare, e unico Stato indipendente al mondo situato completamente sopra i 1.000 metri sul livello del mare (il punto più basso è a 1.400 metri). Oltre l’80% del suo territorio si trova oltre i 1.800 metri, mentre il punto più alto si chiama picco del Monte Thabana Ntlenyana e arriva ad un’altitudine di 3.482 metri. Qui domina il clima continentale, durante l’estate si toccano anche i 30°C ma nel corso dell’inverno il freddo si fa sentire con temperature tra i -7 e i -18 °C. Il Lesotho viene anche chiamato la “Svizzera d’Africa” proprio per l’esercizio del pascolo del bestiame in montagna e la presenza di laghi che riflettono le nuvole: è come un Paese in bilico tra montagne e cielo. A dominare è il Thabana Ntlenyana (3.482 metri), la vetta più alta dell’Africa meridionale, che in inverno accoglie neve, turisti e amanti dello sci.
Africa non è quindi solo safari, spiagge paradisiache e caldo, ci si può recare nel Continente anche per mettere a tacere il desiderio di esplorare montagne e paesaggi diversi da quelli convenzionali. Chissà che emozione vedere la neve nel deserto africano, un fenomeno diventato sempre più frequente negli ultimi anni: una vera magia!