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Senza lo sblocco della turbina dal Canada la fornitura potrebbe calare ulteriormente

I flussi di gas provenienti dal Nord Stream, dalla Russia verso l’Europa, calano da oggi 27 luglio al 20%, quindi 33 milioni di metri cubi al giorno. Il colosso russo Gazprom ha fatto sapere che all’origine del blocco ci sarebbe la mancata consegna della turbina proveniente dal Canada a causa delle sanzioni.

Siemens ha fornito a Gazprom alcuni chiarimenti in merito ma ciò non ha rimosso le preoccupazioni, come riporta Interfax.

Mosca si difende da eventuali accuse circa il taglio delle forniture di gas come rappresaglia. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, infatti, ha affermato che a causa delle restrizioni e delle sanzioni “ci sono meno possibilità tecniche di pompare”. «Gazprom avrà la possibilità di aumentare il pompaggio ed è stata ed è un garante affidabile dell’adempimento dei propri obblighi, ma non può garantire la fornitura se le apparecchiature importate non possono ricevere manutenzione tecnica a causa delle sanzioni europee» – afferma.

Intanto, secondo le previsioni di Snam, l’Algeria ha superato il Nord Europa nelle forniture di gas naturale. In particolare, oggi sono attesi 249,16 milioni di metri cubi (78,45 milioni destinati allo stoccaggio) di cui: 54,27 milioni in arrivo dall’Algeria; 52,96 milioni dal Nord Europa, principalmente dalla Norvegia; 47,48 milioni dalla Russia; 33,22 milioni dall’Azerbaijan. Infine, 26,80 milioni di metri cubi sono attesi dal rigassificatore di Cavarzere, in provincia di Rovigo, 14,08 milioni dall’impianto di Livorno e 11,47 milioni da quello di Panigaglia (La Spezia).

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/FILIP SINGER