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Il leader di Iv spinge sul voto utile al terzo polo

«La partita è a due, o c’è la Meloni o c’è Draghi»: così Matteo Renzi al Corriere ricorda “l’unica sfida” in atto. «Per questo – prosegue – la proposta politica di Calenda e Iv è l’unica che può fare la differenza».

Non risparmia un cenno all’ex alleato dem e alle sue alleanze: «a Letta che dice chi vota terzo polo vota Meloni dico: chi vota Pd vota Di Maio e Fratoianni. Di Maio, che ha cambiato posizione mille volte e Bonelli e Fratoianni che erano all’opposizione di Draghi».

Durissimo anche su Conte, Renzi si dice “sconvolto dalle immagini” del presidente del Movimentocredo fosse a Palermo, osannato come ‘o papà’ del reddito e riverito, fanno a gara a fare la foto con lui con la card gialla del reddito di cittadinanza. È voto di scambio“.

Calenda: obiettivo riportare Draghi al Governo

Dai microfoni di Radio Anch’io il leader di Azione è chiaro: «son tutte cazzate, non si caccerà Mattarella e non si cambierà la Costituzione». Secondo Calenda le preoccupazioni di Enrico Letta non hanno senso di esistere, e in merito al Superbonus dice: «deve essere chiuso, è sbagliato. Un concetto errato visto che alla fine spenderemo 45 miliardi quando servono a sanità e scuola».

«Questa campagna elettorale anche ieri è diventata demenziale, tra Letta che parla di allarme democratico al mattino e di non allarme democratico al pomeriggio, Meloni che propone la bicamerale. Qui stanno chiudendo tutte le imprese, noi rischiamo di avere insieme una recessione e un milione di persone per strada. Ripeto quello che dico da venti giorni: bisogna fermare la campagna elettorale, vedersi domattina e aiutare Draghi a prendere un provvedimento che Draghi deve prendere immediatamente». Calenda torna così sul tema della necessità di intervento urgente per combattere i rincari.

«Le entrate fiscali sono aumentare, noi abbiamo bisogno oggi di un provvedimento che sia non contro i rincari delle bollette future ma che rimborsi anche i rincari di quelle passate il resto non conta niente, altrimenti chiunque vincerà governerà sulle macerie. Ieri sono stato a Piombino per convincere la cittadinanza sul rigassificatore. Bisogna parlare di energia, è l’unica cosa che conta, il resto sono idiozie, giochini da bambini, la democrazia, il fascismo. Hanno rotto le scatole. Basta, vediamoci domani alle 11, al Nazareno, da Fratelli d’Italia, da Potere al popolo, ovunque. Chiudiamo questa storia o si governerà sulle macerie di un paese distrutto», sono le parole del leader di Azione giunto nella sede di Confcommercio.

Secondo Calenda “l’unico modo per tirare fuori il Paese da una tempesta perfetta è riportare al governo Mario Draghi. Se noi prenderemo i voti sufficienti per mandare in stallo la situazione, proporremo Mario Draghi alla guida del governo. Se la situazione sarà inevitabile, credo che risponderà all’appello come ha fatto finora“.

Conte: no del Governo al Superbonus? Incomprensibile

Questa mattina il presidente del Movimento Giuseppe Conte è intervenuto ad un incontro di Confartigianato, cogliendo l’occasione per ribadire la sua perplessità sulla cancellazione del Superbonus: «è una misura di sistema che consente la rigenerazione urbana e il taglio della CO2 – ha spiegato. – Se la contrasti non condividi la transizione energetica».

«Noi stiamo combattendo – rilancia ancora – c’è un cassetto pieno di crediti che vanno sbloccanti».

«Se vi promettessi la flat tax vi prenderei in giro perché voi mi chiedereste ‘dove li trovi i 50 miliardi necessari? Allora io dico che occorre lavorare perché tutti paghino le tasse perché tutti paghino meno; allora possiamo alleggerire la pressione fiscale in maniera sensibile – ha spiegato il leader 5 stelle. – L’unico voto utile per Letta è quello per lui? Lo sospettavo… Viste queste preoccupazioni del signor Letta, se voterete noi avrete la garanzia che non andremo con la Meloni, se voterete Letta non si sa che cosa succederà. Stanno tutti a parlare di governo di salute pubblica. Noi chiediamo il voto ai cittadini e su quello creiamo un Governo politico. Io non sono disponibile a accozzaglie, governi di salute pubblica, perché ho già sperimentato il governo uscente, è il modo migliore per stare in uno stallo».

Letta: la destra potrebbe cambiare la Costituzione e cacciare Mattarella

Il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, ha dichiarato oggi: «il voto è sacro: dura per cinque anni. Se noi vinciamo governiamo, se no andiamo all’opposizione. Non saremo la ‘protezione civile’. Non sarà come nella legislatura precedente con tre governi diversi per il M5S. Stavolta chi vince governa per cinque anni».

In merito alla legge elettorale, il segretario Dem ha spiegato di non averla votato, mentre rimarrebbero “con il cerino in mano restano Rosato e Renzi nel Terzo polo che potrebbe andare con la destra. Questa legge elettorale è stata il tentativo sbagliato di Renzi di costruire una leadership a sua immagine e somiglianza. È sbagliatissimo“.

«Il nostro Paese ha un sistema elettorale che è diventato molto maggioritario, questo è il vero guaio. La sostanza è che il grande rischio è che il centrodestra abbia un’affermazione molto molto maggioritaria, il che vuol dire con numeri tali da cambiare la Costituzione da soli. Questo è il motivo per cui ho chiamato gli italiani al voto utile. Tutti gli altri voti sono voti che nei collegi uninominali non hanno altro effetto se non aiutare la destra. Questo è l’allarme che ho dato. Il rischio è che chi vince prenda il 70% dei seggi con il 43% dei voti» ha dichiarato, sottolineando che “non c’è nulla di anti-democratico. Lancio l’allarme perché la legge elettorale viene letta solo sulla parte proporzionale. Uno deve decidere con una logica molto maggioritaria“.

Enrico Letta ha specificato la sua posizione in merito del Presidenzialismo, sostenendo che il “disegno della destra è che con una maggioranza larga possono cambiare la Costituzione, arrivare al presidenzialismo e così facendo fanno un danno al Paese. Dopo aver cacciato Draghi, vogliono cacciare Mattarella. Nel nostro Paese stravolgere la Costituzione vorrebbe dire sostanzialmente crearsi un alibi: Datemi i pieni poteri e io risolvo tutto“.

In merito alle diverse proposte alternative alla destra Letta ha sottolineato come il terzo polo sia in realtà “il quarto polo nei sondaggi, ha deciso di non combattere la partita e sostanzialmente fa campagna contro di noi. Stessa cosa per i Cinquestelle. Avendo noi fatto una coalizione ed essendo gli unici che possono contendere la vittoria alla destra, siamo gli unici che stanno combattendo“.

Salvini: fare il Presidente del Consiglio sarebbe un orgoglio, un’emozione, un onore

Matteo Salvini si dice “a disposizione del popolo italiano“.

«Quattro anni fa ebbi l’onore di fare il Ministro degli Interni e come promesso bloccai gli sbarchi dei clandestini, feci leggi severe contro mafiosi, spacciatori, stupratori e trafficanti di esseri umani. Se la gente si fida di quello che abbiamo fatto, per me fare il Presidente del Consiglio sarebbe un orgoglio, un’emozione, un onore e la squadra della Lega e del centrodestra è pronta a prendere per mano il Paese. Tuttavia, prima del voto, non mi permetto di impormi o propormi come nulla» spiega il leader della Lega.

Salvini torna sul dibattuto tema delle sanzioni alla Russia: «come Lega abbiamo approvato tutti gli interventi contro la Russia, contro Putin, a favore dell’Ucraina, aiuti militari, economici: abbiamo approvato tutte le sanzioni, perché ci avevano detto che avrebbero fermato la guerra. A sei mesi dall’inizio della guerra e dalle sanzioni imposte dall’Europa, più che mettere in ginocchio Putin e fermare il conflitto, i fatti dicono che la guerra va avanti, le casse della Russia si stanno riempendo e chi sta soffrendo siamo noi. Le sanzioni, invece che fermare la guerra e l’avanzata russa, assolutamente folle, non possono andare a ricasco dei pensionati, degli operai. Andiamo avanti sperando che queste sanzioni prima o poi servano, ma l’Europa protegga gli italiani e il governo intervenga subito perché le bollette non aspettano».

Sulla stessa linea di Calenda, Salvini propone un incontro per risolvere la questione dei rincari che attanagliano famiglie e imprese: «bisognerà coinvolgere tutti tra qualche mese, ma a me piacerebbe che oggi la politica si riunisse per bloccare gli aumenti delle bollette. La politica che chiacchiera su quello che succederà tra due anni è irresponsabile, perché rischiamo di perdere un milione di posti di lavoro nelle prossime settimane per questi aumenti energetici».

Matteo Salvini ha rilanciato anche l’autonomia: «siamo in una terra che merita, che desidera, che ha scelto, ha votato e che legittimamente ambisce all’autonomia. Fatto salvo che l’emergenza è pagare le bollette della luce e del gas, però la prima di riforma di cui non solo milioni di veneti ma milioni di italiani hanno diritto per la Lega è l’autonomia regionale. Leggo che per altri l’autonomia viene dopo, per me viene prima. Chi sceglie la Lega fa questa scelta di vita. Autonomia significa efficienza, risparmio, merito».

La Russa: Salvini premier? Vedo meglio Giorgia Meloni

«Matteo Salvini al Viminale? Io lo vedo bene ovunque Salvini, in qualunque ministero, tranne che come presidente del Consiglio, perché lì vedo meglio Giorgia naturalmente. Per il resto ho grande stima di Salvini» queste le parole di Ignazio La Russa alla presentazione dei candidati di Fratelli d’Italia alle politiche a Milano.

Tajani presenta interrogazione a Commissione europea per le parole di Timmermans

Dall’eurodeputato e coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani è stata presentata un’interrogazione alla Commissione europea sulle dichiarazioni del vice presidente, Frans Timmermans. In merito alle elezioni in Italia Timmermans ha dichiarato che “l’agenda sociale di questa destra mette paura“.

«Questa condotta costituisce una interferenza inammissibile nella campagna elettorale di uno Stato membro e offende milioni di cittadini italiani, dando l’impressione che la Commissione europea sostenga un particolare partito politico a discapito di altri. Il Codice di condotta dei membri della Commissione europea stabilisce che i membri della Commissione devono ritirarsi provvisoriamente dai lavori della Commissione se si candidano o svolgono un ruolo attivo nella campagna elettorale» si legge nell’interrogazione. Tajani chiude chiedendo alla Commissione “quali misure intende adottare per evitare che in futuro propri membri partecipino attivamente in rappresentanza della Commissione nella campagna elettorale di uno Stato membro“.

Toti: il terzo polo isolato su una collina

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha rivendicato la scelta di non correre con il terzo polo di Calenda e Renzi: «non credo che isolarsi su una collina a discettare sentenze e spruzzare acquasanta sul mondo politico possa servire, noi abbiamo fatto uno schieramento di moderati in una coalizione che compete per governare il Paese, isolarsi per cercare di avere ragione un po’ modello Partito d’Azione e Giustizia e Libertà non è mai stato l’asse portante del Governo del Paese».

Renzi: supereremo Forza Italia

Matteo Renzi è convinto e dà “per scontato di stare sopra Forza Italia“. Secondo il leader di Italia Viva il problema è la legge elettorale “che non permette di scegliere il sindaco d’Italia per cinque anni“, mentre “è il Parlamento che decide chi fa il presidente del Consiglio“. Renzi sottolinea inoltre che “se otteniamo un buon risultato con Calenda, e penso che sarà così, e andiamo in Parlamento speriamo di portare Draghi“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamento di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/MATTEO CORNER