Secondo le stime di Gazprom sono stati “dispersi 800 milioni di metri cubi di gas”, la quantità di metano che la Danimarca usa in tre mesi. Esperti: “bombe piazzate da robot di manutenzione”
La Polizia della Danimarca ha affermato in una nota che la polizia danese ha avviato un indagine, assieme a Germania e Svezia, sulle perdite di gas Nord Stream 1 e 2 e che “presto” instituirà una squadra investigativa internazionale congiunta, Jit.
«A piazzare le bombe che hanno provocato quattro falle nel gasdotto Nord Stream 1 e 2, a circa 80 metri di profondità nelle zone economiche esclusive di Svezia e Danimarca, potrebbero essere stati i robot di manutenzione che operano all’interno della struttura durante i lavori di riparazione. Se questa teoria dovesse rivelarsi corretta la natura sofisticata dell’attacco e la potenza dell’esplosione aggiungerebbero peso ai sospetti che gli attacchi siano stati effettuati da un potere statale, con il dito puntato contro la Russia», scrive il Guardian citando alcuni esperti.
Sergey Kupriyanov, nel corso di una riunione nell’ambito del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha spiegato che al momento delle esplosioni “secondo le stime attuali, le tre condutture dei gasdotti contenevano circa 800 milioni di metri cubi di gas. Per intendersi, è la quantità di metano che la Danimarca utilizza in tre mesi” e che adesso hanno “iniziato a cercare possibili soluzioni per ripristinare il sistema Nord Stream” ma “al momento non è possibile stimare i tempi di ripristino del sistema“.
di: Federico ANTONOPULO
FOTO: ANSA/Danish Defence Command / HANDOUT