Manifestazioni in diverse città del Paese. Un autista è stato ucciso a colpi di arma da fuoco dalle forze di sicurezza
Continuano le proteste in Iran , scatenate dalla morte di Mahsa Amini, la 22enne deceduta dopo essere stata arrestata dalla polizia religiosa perché “non indossava correttamente il velo”.
Stando a quanto riferito dai media statali iraniani, le forze di sicurezza hanno ucciso a colpi di arma da fuoco un autista, ritrovato senza vita all’interno del suo veicolo.
Nella notte, il numero delle vittime è aumentato a tre. La Bbc ha condiviso un video online dove si nota una donna colpita al collo che giace priva di sensi a terra a Mashhad, nel nord est dell’Iran, oltre ad altre due persone uccise a Sanandaj, incluso un uomo colpito dalla sua auto dopo aver suonato il clacson a sostegno dei manifestanti.
Manifestazioni non solo nella Capitale Teheran, ma anche a Karaj, Mashhad, Shiraz, Arak, Rasht, Ilam, Zanjan, Saghez, Bukan, Mahabad, Kermanshah, Qazvin e in tante alte città. Nelle città curde di Sanandaj e Saqqez le forze di sicurezza hanno sparato contro i manifestanti e usato i gas lacrimogeni.
Secondo l’organizzazione per i diritti umani Hengaw, le IRGC (Islamic Revolutionary Guard Corps, le guardie della rivoluzione islamica) hanno ucciso un manifestante colpendolo all’addome, mentre due insegnanti sono rimasti feriti in una scuola a Saqqez.
«Gli studenti non permetteranno che i sogni dei nemici, che stanno dietro le recenti rivolte, si realizzino» ha affermato il presidente iraniano Ebrahim Raisi durante la cerimonia per l’inizio dell’anno accademico all’Università femminile di Al-Zahra a Teheran. Raisi è stato contestato dalle studentesse, che hanno urlato: «Vai via!».
di: Francesca LASI
Aggiornamenti di: Federico ANTONOPULO
FOTO: ANSA/EPA/TERESA SUAREZ