I Tory cercano un nuovo leader mentre i Laburisti chiedono le dimissioni della premier e le elezioni anticipate
Non è un momento felice per Liz Truss: la premier Tory britannica, infatti, oggi è tornata in Parlamento per affrontare l’opposizione al Question Time dopo il dietrofront sul pacchetto fiscale, smantellato dal neo cancelliere dello Scacchiere, Jeremy Hunt.
Il Question Time arriva in un momento in cui il dato mensile sull’inflazione ha toccato un picco del 10,1% e la marcia indietro sui tagli di tasse in deficit ha aperto ha aperto la strada a interventi di riduzione della spesa che fanno presagire nuove forme di austerità. L’attenzione, dunque, è tutta sul leader dell’opposizione laburista Keir Starmer e sulla sua contestazione.
Starmer ha infatti irriso le promesse della premier “che non durano una settimana”, elencando tutti gli impegni rimangiati di recente, incluso quello di una settimana fa sui due anni di sussidi contro i rincari delle bollette energetiche, ridotti a 6 mesi. «Il mini bilancio di Truss è imploso. Nessuno si fiderà più dei conservatori dal punto di vista economico», ha detto chiedendo le dimissioni della prima ministra.
Critiche a cui la Truss ha risposto scusandosi per gli “errore commessi” ribadendo tuttavia che non ha intenzione di dimettersi: «sono una combattente, non una che si arrende».
L’opposizione dei Labour, a 36 punti di scarto dai Tory secondo i sondaggi, nel frattempo chiede che che le elezioni natura del 2024 vengano anticipate. Secondo molti politici e giornalisti, intanto, Truss sarebbe “in carica ma non più davvero al potere” e, nonostante le sue dichiarazioni a voler andare avanti, i Tory sarebbero solo in attesa di una figura adatta a poterla sostituire, qualcuno che sia più credibile e provochi meno divisioni.
di: Alessia MALCAUS