carceri australia

Accuse contro le autorità locali che ostacolano la missione delle Nazioni Unite per verificare il rispetto dei diritti umani nei centri di detenzione

Le Nazioni Unite stanno svolgendo la loro prima missione anti-tortura in Australia, non senza intoppi. Pare infatti che per mancanza di “prerequisiti di autorizzazione” agli ispettori inviati nel Paese sia stato negato l’accesso a un centro di detenzione vicino Canberra.

Le visite degli ispettori Onu sono frutto di un accordo volontario per prevenire la crudeltà nei confronti dei detenuti e la mancata autorizzazione all’accesso alla struttura ha suscitato la condanna dell’organismo di vigilanza sui diritti umani del Governo.

Le carceri australiane non sono nuove ad accuse di violazioni dei diritti umani, in particolare nei confronti delle comunità aborigene. Anche per questo nel 2017 il Paese si è impegnato a riformare l’istituto detentivo ratificando il Protocollo facoltativo alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura – Opcat.

Ora Canberra ha tempo fino a gennaio 2023 per adempiere ai propri obblighi; in caso contrario l’Australia non incorrerebbe in sanzioni, ma potrebbe essere inserito in un elenco di nazioni “non conformi” agli standard internazionali sui diritti umani.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/JAMES ROSS