Ansa / Fabio Murru

La Procura procede con l’indagine sul cedimento dell’edificio che ospitava l’aula magna: si ipotizzano crollo e disastro colposo

Dopo il crollo di un edificio dell’Università, avvenuto fortunatamente quando era deserto, la Squadra Mobile di Cagliari ha sequestrato questa mattina documenti relativi agli interventi eseguiti sulla palazzina conservati nei vari uffici dell’ateneo.

Il sequestro è stato eseguito nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura per crollo e disastro colposo. Gli agenti, coordinati dal dirigente Fabrizio Mustaro, stanno procedendo a raccogliere testimonianze di studenti e docenti che poche ore prima del cedimento hanno partecipato alle lezioni.

Il fascicolo, fino a poco fa contro ignoti, conta ora i quattro primi indagati, ancora senza nome. Un atto dovuto per procedere con la nomina dei periti di parte che si attende domani mattina.

Università occupata, gli studenti protestano

Intanto prosegue l’occupazione dell’aula magna Capitini nel corpo aggiunto del complesso del Magistero a Sa Duchessa da parte degli studenti. Questa mattina i giovani riuniti in assemblea scriveranno un documento unitario con tutte le rivendicazioni.

Il collettivo universitario Reset Unica ha lanciato un appello attraverso i social, invitando “tutti gli studenti che svolgono lezioni ed esami in Magistero a non recarsi in loco. Nonostante le rassicurazioni del Rettore sulle altre strutture del plesso di Sa Duchessa, le studentesse e gli studenti vogliono avere certezze sulla sicurezza delle aule“. Azione Universitaria parla di “un profondo senso di insicurezza“: «in che condizioni versano realmente gli stabili di cui usufruiamo quotidianamente? Quali interventi sono previsti per la loro messa in sicurezza e con quali tempistiche? Non si può temporeggiare sulla pelle degli studenti né affidare la nostra sicurezza al caso. L’Università deve affrontare il problema in maniera radicale, assumendosi le proprie responsabilità, affinché si giunga ad una soluzione definitiva».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: Ansa / Fabio Murru