Scontro aperto tra Italia e Francia per la questione dei migranti salvati dalle Ong l’Ue cerca di mediare
La questione delle persone migranti salvate dalle navi delle Ong ha messo in crisi il rapporto tra Italia e Francia. Ieri la Ocean Viking della Ong Sos Méditerranée (con 230 persone a bordo) è attraccata al porto di Tolone e la Commissione europea, tramite il vicepresidente Margaritis Schinas, ha spiegato che sta lavorando a “un piano d’emergenza” e chiesto una riunione straordinaria dei ministri degli Interni, prima del Consiglio di dicembre.
Quando la Francia ha accettato di accogliere i migranti della Ocean Viking ha attaccato l’Italia, con il ministro dell’Interno Gerald Darmanin che ha definito “incomprensibile e disumana” la decisione italiana di non aprire i suoi porti. Il ministro ha inoltre deciso diserrare i confini a Ventimiglia, schierando ulteriori agenti, e ha stracciato l’accordo per l’accoglienza di 3.500 rifugiati dall’Italia. La ministra per gli Affari europei Laurence Bonne ha definito “rotto” il “rapporto di fiducia” tra Italia e Francia.
Da parte sua la presidente del Consiglio Meloni ha spiegato che “solo quest’anno l’Italia ha accolto 90mila profughi” e che in nessun accordo è previsto che l’Italia sia l’unico porto di sbarco. Meloni ha dichiarato di essere “molto colpita” dalla “reazione aggressiva, ingiustificabile e incomprensibile” dei francesi, ha poi sottolineato che i “230 migranti” sulla Ocean Viking, “la prima nave” di una Ong “che abbia mai attraccato in Francia“, sarebbero nulla in confronto ai “quasi 90mila che l’Italia ha fatto entrare” solo quest’anno. La premier ha poi voluto puntualizzare che sugli 8mila ricollocamenti concordati quelli avvenuti sono solo 117 e appena 38 sono quelli avvenuti con la Francia. Secondo la premier italiana dunque il problema è la mancanza di solidarietà all’interno dell’Unione Europea, la soluzione deve essere “comune” e deve prevedere “la difesa dei confini esterni dell’Ue, bloccare le partenze, aprire hotspot“, per evitare di “litigare ogni volta con Francia, Germania, Grecia” sottolineando che “isolare l’Italia non sarebbe intelligente” mentre sarebbe opportuno che “si isolino invece gli scafisti”. Nonostante Meloni si dica “sempre pronta al dialogo” la premier ha sottolineato che “noi non siamo più in grado di occuparcene e abbiamo un mandato per occuparcene in modo diverso“.
L’Unione Europea ha quindi cercato di mediare e ha convocato un riunione sul tema dei migranti Margaritis Schinas ha annunciato che “a Bruxelles si sta elaborando un piano di emergenza per risolvere le crescenti tensioni tra i Paesi dell’Ue su come affrontare i richiedenti asilo salvati in mare“.
In mezzo ai dibattitti ci sono le persone. Di quelle salvate dalla Ocean Viking 80 saranno accolte dalla Germania, che ha anche assicurato l’intenzione di procedere con il meccanismo di accoglienza del 3500 migranti come da accordo comunitario, sottolineando però che che l’accordo rimarrà in piedi “fino a quando l’Italia terrà fede alla sua responsabilità per l’accoglienza dei migranti salvati in mare“. Sulla stessa linea di Berlino anche Lussemburgo e Olanda.
Intanto a Lampedusa è stato disposto il trasferimento di 650 delle 1520 persone che si trovano nell’hotspot dell’isola. Ieri sono arrivati a Lampedusa 377 migranti che hanno viaggiato con 9 diversi barconi e in serata le operazioni di salvataggio sono state complicate a causa del mare mosso. Anche a Roccella Ionica, in Calabria, sono arrivate altre 60 persone, si tratta soprattutto di donne e minori non accompagnati.
Carlo Calenda si schiera contro la Francia. «Io non difendo Meloni, di cui ero e resto un oppositore. Io difendo l’Italia. E non no nessun imbarazzo a dire, peraltro da presidente di un partito che in Europa sta nel gruppo di Macron, che la reazione del governo francese sulla questione Ocean Viking è oltremisura, fatta per parlare più a Le Pen e Zemmour, ovvero ai loro sovranisti, che a noi» sono le parole del leader di Azione. Calenda spiega inoltre: «la gestione Piantedosi su sbarchi e ong è il remake di quel che fece Salvini, una sceneggiata sulla pelle dei naufraghi. Inaccettabile».
Secondo Calenda Macron “in patria ha subito attacchi per aver accettato di accogliere i migranti approdati da noi, quindi ha pensato di trasformare un’incomprensione in una crisi con l’Italia. Mandando 500 gendarmi a Ventimiglia e chiedendo il blocco delle ricollocazioni. Un atto inqualificabile e ingiustificabile“.
Proprio alla frontiera tra Ventimiglia e Mentone si stanno sviluppando lunghe code in entrata e in uscita a causa dei controlli sui messi in transito compiuti dalla polizia francese. I tre punti di controllo sono la frontiera di ponte San Ludovico, la barriera autostradale in A10 e ponte San Luigi. Il senatore di Imperia di Fratelli d’Italia Gianni Berrino ha dichiarato: «questa mattina l’importante ponte turistico San Ludovico era presidiato per i controlli anti migranti e ciò ha causato lunghissime code in entrata e uscita con grave danno per le attività economiche italiane. È inaccettabile che nel 2022 non sia garantita la libertà di movimento attraverso le frontiere interne. Ed è ancora più grave che tutto questo avvenga come gesto di ritorsione per una sola nave Ong che ha fatto rotta su un porto mediterraneo francese. Dove sono finiti i sentimenti di fraternité, egalité, liberté della Francia?».
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/ORIETTA SCARDINO