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Il locale è un’emanazione di Libera, l’associazione di don Luigi Ciotti, e offre uno spettacolare menù con il meglio del made in Italy

Come combattere la mafia con il palato? A Parigi si può farlo a La Poesia, 10° arrondisement in rue de la Fidélité. Una nuova apertura (il taglio del nastro è avvenuto il 2 novembre scorso) che permette di gustare i migliori prodotti del Meridione e della tradizione culinaria italiana: focaccia, olio d’oliva Dop, ma anche carciofi alla Giudia, pasta fresca alla Nerano e ottimi vini per accompagnare. Tutto rigorosamente “mafia free”; ma che cosa significa?

Il locale nasce da una storia famigliare, che si sposa con un’iniziativa-parternariato tra l'”Hexagone” (l’Esagono, come è anche soprannominata la Francia) e l’associazione italiana Libera Terra, che promuove ed esporta i prodotti coltivati nei terreni confiscati alla mafia. Libera Terra è a sua volta un’emanazione dell’associazione Libera, l’ong fondata nel 1995 da don Luigi Ciotti, figura portante della lotta contro la criminalità organizzata e araldo della riforma referendaria che nel 1996 ha riformato la legge sulla restituzione alla collettività dei beni confiscati ai boss della malavita. Ogni ingrediente cucinato a La Poesia è accuratamente selezionato solo da filiera certificata anti-caporalato e estranea a vicende di clan e fenomeni criminali. «Abbiamo osservato in Italia il lavoro coraggioso e determinato dell’associazione Libera nell’affrontare la Mafia. Per questo abbiamo deciso di fornire il nostro piccolo contributo per sostenere le loro azioni», spiega Christophe, 35 anni, al timone di questa attività famigliare.

Lo si denota anche dalla Carta dei vini: ogni bottiglia è intitolata, come omaggio, a una delle vittime della criminalità organizzata: come il Primitivo del Salento (annata 2021) dedicato a Antonio Montinaro, uno degli uomini della scorta di Giovanni Falcone ucciso a soli 29 anni il 23 maggio 1992, nella strage di Capaci. O ancora il Negroamaro Salentino del 2020, intitolato a Renata Fonte, la politica italiana uccisa il 31 marzo del 1984 perché si opponeva alla speculazione edilizia nel leccese.

di: Caterina MAGGI

FOTO: ANSA