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Il tutore di Olindo e Rosa ha sollecitato che l’istanza sia riunita a quella di Tarfusser

Il tutore legale di Olindo Romano e Rosa Bazzi, l’avvocato Diego Soddu, ha presentato un’istanza di revisione della sentenza di condanna all’ergastolo dei due coniugi per la Strage di Erba, avvenuta l’11 dicembre del 2006.

A quanto riporta ANSA, nella richiesta il tutore dei coniugi Romano sollecita che la sua istanza sia riunita a quella del magistrato milanese.

I giudici bresciani dovranno decidere sull’ammissibilità di entrambe e sulla loro riunione.

Accuse per il giudice che ha chiesto la riapertura

Il sostituto procuratore di Milano, Cuno Tarfusser, che nei mesi passati aveva chiesto che venisse riaperto il caso relativo alla strage di Erba, è stato accusato di aver chiesto la revisione del processo “violando il documento organizzativo dell’ufficio” e nei suoi confronti è stato avviato un procedimento disciplinare.

La Procura generale di Milano ha trasmesso alla Corte d’appello di Brescia l’atto con cui Tarfusser ha proposto la revisione del processo, ma la procuratrice generale Francesca Nanni ha però depositato anche un parere ai giudici bresciani nel quale spiega come quell’istanza sia inammissibile perchè viene da un soggetto “non legittimato”, e sottolinea essere anche infondata nel merito perchè mancano presupposti e nuove prove decisive per una revisione del caso. Sarà comunque ora la corte bresciana a dover valutare sia l’ammissibilità dell’istanza che semmai il merito.

Il Corriere della Sera riporta la notizia che Tarfusser sia già stato interrogato dalla Corte di Cassazione. Nei mesi scorsi aveva chiesto la revisione del processo perché convinto dell’innocenza di Olindo Romano e Rosa Bazzi sostenendo di essere in possesso di tre prove che scagionerebbero i coniugi, ma secondo la Procura il sostituto procuratore avrebbe “violato i doveri di correttezza, riserbo ed equilibrio in palese violazione del documento organizzativo dell’ufficio, che assegna all’Avvocato generale e al Procuratore generale (che in caso di dissenso ha l’ultima parola) la facoltà di richiedere la revisione di sentenze” nei casi in cui dovessero spuntare nuove prove di innocenza.

Tarfusser ha sostenuto la propria imparzialità, adesso la Cassazione dovrà decidere se farlo processare o no dalla sezione disciplinare del Csm.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA / MATTEO BAZZI