EPA/MOHAMMED SABER

Insieme alla Mezzaluna Rossa ha assistito centinaia di persone nei campi profughi di Libano, Gaza ed Egitto

“Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso/e di’: magari fossi una candela in mezzo al buio”. Doveva avere in mente queste parole del poeta palestinese Mahmoud Darwish Jean Elizabeth Calder, che ha passato buona parte della sua vita a curare le vittime delle guerre in diversi campi profughi e si è spenta ieri all’età di 89 anni. Se n’è andata proprio a Khan Yunis, lì dove erano i suoi pazienti più fragili, quelli dimenticati dal mondo: nella Striscia di Gaza dove tante volte si era recata per curare la riabilitazione di feriti e disabili nonostante le difficili condizioni dell’enclave.

Calder era una specialista australiana di riabilitazione e ha lavorato per più di 25 anni con la società palestinese della Mezzaluna Rossa nei campi profughi e con le persone disabili in Libano, Gaza ed Egitto. Nel 2005 aveva ricevuto dall’Australia la maggiore onorificenza per meriti umanitari.

di: Caterina MAGGI

FOTO: EPA/MOHAMMED SABER