L’azienda del bresciano confeziona guarnizioni industriali con un assetto iper-specializzato che l’ha resa punta di diamante del settore: la ricetta del successo dei fratelli Alborghetti

Fiuto imprenditoriale, una chiara visione e un motto: «le persone fanno la differenza». È così che, in quasi 40 anni, i fratelli Giancarlo e Fiorenzo Alborghetti hanno costruito e consolidato un’azienda che, mantenendo un carattere familiare, si è costruita una reputazione nel mondo. Al-gom è specializzata nella produzione di guarnizioni in gomma per applicazioni speciali e deve il suo successo a un modello di business virtuoso: ci racconta i segreti del mestiere Giusy Fossati, sales manager dell’azienda.

Ci racconti il percorso di Al-gom: com’è cresciuta l’azienda?

«Tutto nasce dalla volontà dei fratelli Alborghetti. Quando Fiorenzo, ex corridore ciclista, è costretto ad abbandonare lo sport all’apice della carriera, grazie ai suoi contatti nel mondo del ciclismo decide di fondare una società di produzione di guarnizioni. Nasce come un progetto familiare che impiega i due fratelli (Giancarlo all’ambito commerciale e di sviluppo e Fiorenzo alla produzione) e un dipendente. Ora siamo in 18 nella sede di Paratico, un tempo un piccolo capannone, oggi un immobile industriale innovativo con un nutrito parco macchine che ci ha consentito di allargare i nostri settori di riferimento: nautica, illuminotecnica, elettromeccanica, pompe, valvole solo per citarne alcuni».

La vostra azienda investe in altissimi standard di qualità. Ci racconti il vostro prodotto

«Nel mondo della componentistica è fondamentale sviluppare competenze profondamente strutturate e specifiche: per questo Al-gom è altamente specializzata nel suo settore, e al contempo lavora in piena sinergia con una vasta rete di collaboratori, partner e aziende con cui gestiamo ogni step, dallo sviluppo delle mescole in gomma, alla progettazione degli stampi. La gomma è un materiale “vivo”, quindi ha vita breve e può essere stoccata a magazzino per tempi relativamente brevi se non viene vulcanizzata. Qualsiasi prototipo di guarnizione richiede una progettazione minuziosa in base a forma, dimensioni, impiego, eventuali parti metalliche da costampare. Le mescole spesso hanno formulazioni ad hoc per soddisfare le prestazioni richieste dai clienti. La nostra alta specializzazione ci ha permesso di ritagliarci un posto d’onore nelle nostre nicchie, tanto da aver esteso i nostri mercati di riferimento all’Europa, ma anche alla Turchia e in parte agli USA – un mercato, questo, che troverebbe grosse difficoltà in un’eventuale guerra dei dazi».

Il cuore del successo di Al-gom è il vostro prodotto, ma soprattutto la vostra visione…

«Da sempre ponderiamo precise scelte commerciali per indirizzare la nostra produzione. In tal senso, non trattiamo il settore automotive ma preferiamo progettare con serietà e serenità per settori di nicchia, rinunciamo a numeri eccezionali ma guadagniamo in termini di continuità degli ordini, costanza di produzione e margini operativi. Questo ci ha reso apprezzati nelle nostre nicchie, siamo reattivi e grazie a uno storico costante di ordini siamo capaci di mantenere un’alta liquidità – Al-gom vanta un fatturato di oltre tre milioni di euro. In tutto questo, gestiamo con consapevolezza il nostro impatto ambientale, Il nostro capannone è dotato di un impianto fotovoltaico che copre un buon 25% dei consumi. Abbiamo sostituito macchinari obsoleti con altri energicamente efficienti e abbiamo convertito tutta l’illuminazione interna con sistemi a LED, usiamo circuiti chiusi dell’acqua per il raffreddamento delle presse e motori elettrici con inverter e minimizziamo gli scarti (anche grazie a macchine con la campana del vuoto), dato che la mescola, una volta cotta, non può più essere riciclata. L’azienda opera con certificazione di qualità ISO 9001 già dal 2008».

Il prossimo progetto di Al-gom?

«Vogliamo ampliare la platea delle nostre mescole per applicazioni oil & gas, attraverso la certificazione di nuove mescole appunto. L’obiettivo è alzare l’asticella restando fedeli al mood dei nostri titolari: l’azienda non è fatta di macchine, ma di persone. I macchinari possono essere sostituiti, il valore aggiunto dei dipendenti no».

Alta specializzazione, una vivace rete industriale con cui collaborare e nessun compromesso al ribasso: è così che si trasforma un business, da sogno di famiglia a modello vincente.