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Atteso a Munster anche il neo ministro degli Esteri Antonio Tajani che incontrerà in bilaterali a margine i rappresentanti di Germania, Ue e Gran Bretagna

Si concentrerà in gran parte sull’Ucraina il G7 Esteri in partenza questo pomeriggio a Munster, nell’ambito della presidenza tedesca.

Al vertice parteciperà, per la prima volta in veste di ministro del Governo Meloni, Antonio Tajani, in arrivo da Berlino dopo il vertice sui Balcani. Tra i diversi bilaterali in programma a margine dell’evento principale, tra le 17 e le 18 ci sono i colloqui dell’Italia con Germania, Ue e Gran Bretagna.

I lavori inizieranno questa pomeriggio alle 15 con l’arrivo delle delegazioni: sul tavolo, oltre il conflitto nell’est Europa, anche gli interessi del G7 in relazione con una regione Indopacifica “libera e aperta”. La giornata di domani, invece, si aprirà con la questione legata alle proteste represse in Iran, a seguire anche la stabilità regionale, le infrastrutture, l’energia e le questioni climatiche in Asia centrale, i dossier Sahel, Etiopia e Grandi Laghi. Nel pomeriggio toccherà alle sfide strategiche per il G7 in Africa e alla discussione aperta tra i ministri sulle conseguenze globali della guerra in Ucraina, in particolare sulla sicurezza alimentare ed energetica.

Un programma ricco di appuntamenti e temi, dunque, al termine del quale è attesa una dichiarazione congiunta del Gruppo dei Sette di cui fanno parte, oltre i già nominati, anche Canada, Francia, Giappone e Stati Uniti.

Tajani a Berlino parla di immigrazione

Al termine del vertice sui Balcani a Berlino, il ministro Tajani ha rilasciato un’intervista alla Rai sul tema dell’immigrazione dopo le richieste avanzate dall’Ue: «abbiamo chiesto soltanto il rispetto delle regole, lo abbiamo fatto in maniera ufficiale, con grande garbo ma anche con grande fermezza. Con un Paese amico e grande interlocutore come la Germania dobbiamo collaborare tantissimo, poi quando c’è da dare qualche messaggio, soprattutto sul tema dell’immigrazione, lo facciamo con determinazione, ma per garantire il rispetto delle regole».

E ancora, ha spiegato: «abbiamo chiesto che le navi delle ong rispettino le regole europee quando salvano qualcuno in mare e poi chiedono di attraccare nei porti più vicini».

Intanto la portavoce della Commissione Ue, Anitta Hipper, in merito ai casi delle navi Humanity e Ocean Viking, ha detto: «stiamo seguendo la situazione a stretto contatto e abbiamo visto che ci sono tre navi con persone a bordo che hanno chiesto aiuto. La Commissione non è responsabile del coordinamento ma occorre sottolineare che è un obbligo morale e legale per gli Stati membri».

di: Alessia MALCAUS

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